Intelligenza artificiale e riscaldamento globale: una nuova frontiera

Un gruppo di scienziati ha creato uno strumento di intelligenza artificiale capace di prevedere le condizioni del ghiaccio marino artico

Redazione
Matematica e intelligenza artificiale - machine learning - apprendimento automatico

Un gruppo di scienziati ha creato uno strumento di intelligenza artificiale capace di prevedere le condizioni del ghiaccio marino artico. Lo scopo è aiutare a proteggere la fauna selvatica e le persone dai cambiamenti causati dal riscaldamento globale.

Come riporta TheNextWeb, il sistema di deep learning, denominato IceNet, è stato sviluppato da un team di ricerca guidato dal British Antarctic Survey (BAS) e dall’Alan Turing Institute.

Il modello di intelligenza artificiale è stato addestrato su simulazioni climatiche e dati osservativi per prevedere cosa succederà nei prossimi sei mesi alle mappe di concentrazione del ghiaccio marino. Nei test, il sistema è stato accurato quasi al 95% nel prevedere se il ghiaccio marino sarà presente o meno con due mesi di anticipo.

L’autore principale dello studio, Tom Andersson, ha affermato che IceNet supera i principali modelli basati sulla fisica e funziona migliaia di volte più velocemente:

IceNet potrebbe funzionare su un laptop, mentre i precedenti metodi basati sulla fisica dovrebbero funzionare per ore su un supercomputer per produrre le stesse previsioni.

L’Artico si è riscaldato a circa due o tre volte il tasso della media globale. Di conseguenza, la dimensione del ghiaccio marino in estate è la metà di quella che era solo 40 anni fa.

Il declino sta avendo un enorme impatto sulla popolazione locale e sulla fauna selvatica. IceNet potrebbe aiutare persone e animali ad adattarsi ai cambiamenti futuri fornendo avvisi tempestivi sui tempi e sui luoghi in cui si verificheranno perdite di ghiaccio marino. Secondo lo studio: 

Un esempio di utilizzo è quello dei “mega trasporti” di trichechi del Pacifico, che si verificano quando decine di migliaia di trichechi sono costretti a radunarsi a terra a causa della mancanza di ghiaccio marino su cui riposare. I disordini umani possono causare fughe precipitose nei siti di trasporto e portare a un’elevata mortalità di trichechi. Le informazioni provenienti dalle previsioni di IceNet, combinate con i luoghi di trasporto noti, potrebbero anticipare questi eventi e aiutare a prevenire la fuga precipitosa gestendo l’accesso umano.

I ricercatori stanno ora studiando se l’aggiunta dello spessore del ghiaccio agli input di IceNet ne migliora la precisione. Implementeranno anche una versione online dello strumento che opera su una risoluzione temporale giornaliera, che potrebbe migliorare le prestazioni in tempi brevi.

Il sistema non impedirà il riscaldamento globale, ma potrebbe almeno mitigare parte dei danni.