Tra discoteche, musica a palla e inquinamento acustico, anche i più giovani cominciano a soffrire di acufene, ovvero di un disturbo uditivo il più delle volte fastidioso e anche permanente. Un danno che può essere evitato se si fa attenzione con i propri dispositivi, o facendo attenzione anche ai rischi stessi. Tutto ciò è di grande attualità, non a caso Apple si è interessata alla questione, e ha voluto analizzare il tutto in un recente studio. Con tanto di soluzioni annesse in fondo pagina.
Apple Hearing Study, la ricerca sull’acufene
Pubblicato di recente sul blog ufficiale di Apple, l’Apple Hearing Study ha rivelato nuove informazioni sull’acufene, dimostrandosi una delle ricerche più ampie mai condotte su questo disturbo. Grazie ai ricercatori dell’Università del Michigan, che hanno studiato oltre 160.000 partecipanti tramite sondaggi e valutazioni app-based, questo studio offre un’opportunità senza precedenti di analizzare l’acufene attraverso vari gruppi demografici, migliorando così le conoscenze scientifiche attuali e la gestione del disturbo.
Parliamo infatti di un disturbo che viene descritto come un ronzio o un fischio percepito senza una fonte esterna di suono. Addirittura, secondo i test acustici eseguiti, la maggior parte dei partecipanti ha descritto il proprio acufene come un tono puro (78,5%, mentre il 90,8% lo considera sopra a 4 kilohertz, al pari del canto di un uccello) o semplice rumore bianco (17,4%).
Un rumore comunque sperimentato, sottolinea la ricerca, da oltre il 15% dei partecipanti. Per la precisione, il 77,6% ha sperimentato l’acufene almeno una volta nella vita, con prevalenza maggiore tra gli over 55, che hanno 3 volte in più la probabilità di sperimentare l’acufene rispetto ai giovani tra 18 e 34 anni. Tra uomini e donne, il 2,7% in più dei partecipanti maschi (rispetto alle femmine) ha riferito di sperimentare l’acufene quotidianamente, mentre il 4,8% in più ha dichiarato di non aver mai sperimentato l’acufene.
Come ridurre l’acufene
Dati a parte, l’acufene rimane un problema che può significativamente impattare la vita quotidiana di chi ne soffre, anche perché può disturbare varie aree della vita di una persona, inclusi il sonno, la concentrazione e la capacità di sentire chiaramente.
Per gestirlo, i partecipanti hanno riferito di utilizzare principalmente tre metodi:
- usare macchine del rumore (28%);
- ascoltare suoni della natura (23,7%);
- praticare la meditazione (12,2%);
- seguire una terapia cognitiva e comportamentale (meno del 2,1%).
Oltre a queste soluzioni, Apple vuole proporre con questa ricerca anche tutte le sue migliori tecnologie per per supportare la salute uditiva. Ad esempio:
- l’app Rumore su Apple Watch, che può notificare a un utente quando i livelli di rumore ambientale potrebbero influenzare la sua salute uditiva;
- l’app Salute su iPhone, che tiene traccia della storia dell’esposizione dell’utente ai livelli di suono.
Inoltre, gli utenti di Apple Watch possono vedere quando il livello di rumore ambientale si riduce mentre indossano AirPods Pro e AirPods Max. Sempre gli AirPods Pro offrono:
- la cancellazione del rumore, che utilizza il microfono per rilevare i suoni esterni e contrastarli;
- la modalità di riduzione dei suoni forti, che aiuta a ridurre i rumori forti mantenendo comunque una certa fedeltà del suono.
Gli utenti possono anche impostare un limite di volume delle cuffie su iPhone per proteggere ulteriormente l’udito, andando in Impostazioni, toccando Suoni e Feedback e attivando Riduci Audio Forte.