“ICQ smetterà di funzionare dal 26 giugno“. Questo si legge ora sul sito ufficiale di quello che è a tutti gli effetti il pioniere della chat istantanea, molti anni prima di WhatsApp e Telegram. Purtroppo tocca dirgli addio, e trasferirsi su altre piattaforme di messaggistica. Ma cosa è successo, e perché chiude dopo circa 28 anni di onorato servizio?
ICQ chiude dopo 28 anni di messaggistica storica
Riporta l’ANSA, la compagnia russa VK, detentrice dei diritti di ICQ dal 2010, ha pubblicato un messaggio venerdì scorso che ne decreta la fine. Sempre VK invita gli utenti a passare a Vk Messenger e Vk WorkSpace per avere conversazioni a livello professionale.
Con la sua chiusura, si segna ufficialmente la fine di un’era per molti utenti che ricordano con affetto i primi giorni della messaggistica istantanea. Basti pensare al segnale “Uh oh!” che suonava quando si riceveva un messaggio: un ricordo ancora vivido tra quelli che hanno potuto utilizzarla già 28 anni fa.
Non è chiaro il motivo di questa chiusura, anche se c’è da supporre che sia dovuto alla mancanza di ulteriori innovazioni laddove ogni due per tre le concorrenti come WhatsApp e Telegram sfornano novità e implementazioni una più rivoluzionaria dell’altra.
Sotto la gestione di VK, ICQ ha cercato di rimanere rilevante in un mercato sempre più competitivo. Ma nonostante i tentativi di aggiornamento e modernizzazione, ICQ non è riuscito a mantenere il suo posto nel panorama delle app di messaggistica moderne, portando alla sua definitiva chiusura annunciata per il 26 giugno.
La storia della pioniera delle chat istantanee
Come AOL Instant Messenger o MSN Messenger, ICQ è pioniere di un mondo ormai comune anche ai più piccoli: la messaggistica istantanea. A differenza di altri, ICQ assegnava agli utenti un numero per connettersi tra loro, invece di usare alias o indirizzi email. Offriva inoltre funzionalità inusuali come i messaggi SMS e la possibilità di inviare messaggi a persone offline.
Lanciato nel 1996 dalla compagnia israeliana Mirabilis, viene acquistato da AOL (sotto Time Warner) nel 1998, arrivando tre anni dopo a sfiorare i 100 milioni di utenti registrati (dati Time Warner 2001). A causa di alcune problematiche, AOL ha poi venduto il servizio a Digital Sky Technologies, la società che possedeva VK, allora conosciuta come Mail.ru, nel 2010.
Per sopravvivere all’arrivo delle concorrenti WhatsApp e Telegram, ICQ si è modernizzata al meglio, anche se, riporta The Verge, l’app sembra essere scomparsa da tempo sia dal negozio digitale di Apple che dal Google Play Store.
E nonostante la sua importanza, alla fine il nuovo vince sempre. E oggi tocca dire questo: che ICQ chiude, e così il passato.