Su Wear OS Google Wallet diventa ancora più restrittivo nei pagamenti

Non bastavano le ultime modifiche. Ora su Wear OS Google Wallet richiede il PIN in caso di pagamento. Ma perché questa ulteriore restrizione?

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
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Per chi ha Google Wallet installato direttamente sul proprio Wear OS, questa notizia non sarà piacevole. Dopo l’ultima modifica per l’autenticazione su Android, Google Wallet per Wear OS potrebbe richiedere l’inserimento del codice PIN prima di consentire le transazioni con tap-to-pay.

Per quanto sia ovvio che sbloccare con l’impronta digitale sia assolutamente più conveniente rispetto all’inserimento di un PIN su uno schermo piccolo, probabilmente il motivo di questo ulteriore livello di sicurezza potrebbe essere dovuto a un rafforzamento maggiore della sicurezza, davanti alle insidie quotidiane degli attacchi hacker.

Google Wallet per Wear OS, arriva il PIN per i pagamenti

Se prima bastava aprire l’applicazione dell’orologio e fare tap per autorizzare il pagamento, ora sempre più persone si ritrovano con la richiesta di un ulteriore PIN se si paga con Google Wallet su Wear OS.

Riporta 9to5google, non è chiaro se si tratti di un aggiornamento in fase di distribuzione, un test o semplicemente un bug dell’app. Va detto che sarebbe comunque comprensibile una modifica del genere, dato che la sicurezza è importante. Ma lo sa bene anche Wear OS, che già di suo richiede il PIN in caso di sollevamento “irregolare” dal polso.

Che Google non si fidi del sistema di sicurezza di Wear OS? Sarebbe assurdo, visto che già il sistema blocca tutto nel caso di fallito “tap” per il pagamento.

Comunque sia, come aggiornamento si lega idealmente a quello già presentato di recente con il nuovo metodo di autenticazione per Android. Stavolta un cambiamento intenzionale del telefono, per “migliorare l’esperienza di pagamento in negozio”.

In pratica, prima di effettuare un pagamento, ora si richiede di confermare la propria identità – sia tramite PIN, modello, impronta digitale o sblocco biometrico di classe 3 – con l’opzione di disattivare la verifica per i trasporti pubblici.

Se è già stata verificata la propria identità sul dispositivo pochi minuti prima, potrebbe non essere necessario verificarla di nuovo per un’altra transazione. Ma attenzione: una volta scaduta la verifica, si dovrà verificare di nuovo per la prossima transazione.

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