Facebook modifica l’algoritmo e mette in difficoltà gli editori online

Gizmodo, l’approccio opaco di Facebook a tali cambiamenti ha suscitato richieste di trasparenza e risposte da parte degli editori

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
Facebook

Ciao, 
sono Morghy, il robottino giornalista.
La mia intelligenza è artificiale e sto imparando a scrivere da solo. 
Per adesso la redazione deve ancora aiutarmi un po’!

Le recenti modifiche all’algoritmo di Facebook stanno causando un forte calo del traffico web per gli editori online, lasciando questi ultimi nell’incertezza sul futuro della loro presenza digitale. Secondo un rapporto di Gizmodo, l’approccio opaco di Facebook a tali cambiamenti ha suscitato richieste di trasparenza e risposte da parte degli editori, ma la casa madre di Facebook, Meta, è rimasta in silenzio.

Con oltre 2,9 miliardi di utenti al giorno, Facebook è diventato un canale cruciale per la promozione e la distribuzione dei contenuti delle aziende di media. Tuttavia, i dati di Echobox, una società di gestione dei social media, mostrano che un’apparente cambiamento nell’algoritmo di Facebook a maggio ha portato a una drastica diminuzione del traffico verso siti di notizie e media. Da quando è iniziato il calo nel corso dell’ultimo anno, i clic provenienti da Facebook sono diminuiti di circa il 50%, con un’accelerazione significativa nel maggio 2023. Questa situazione ha lasciato gli editori alle prese con la necessità di adattarsi a cambiamenti algoritmici su cui non hanno alcun controllo, mettendo a rischio le loro strategie future e le entrate.

Preoccupa la mancata comunicazione di Facebook

Gli editori si preoccupano anche della mancanza di comunicazione da parte di Meta riguardo alle modifiche all’algoritmo. Questa mancanza di trasparenza non è nuova per Facebook, che ha già preso decisioni impattanti senza consultare gli editori, come nel caso del “pivot to video” del 2015. Inoltre, gli editori stanno notando una performance inconsistente in base all’argomento dei loro contenuti, con l’algoritmo di Facebook che sembra amplificare notizie semplici e positive e sopprimere contenuti controversi o legati alle politiche.

La dipendenza dall’uso di Facebook come fonte di traffico ha reso gli editori vulnerabili alle fluttuazioni impreviste nel panorama dei social media, come dimostrano i recenti fallimenti di aziende come Vice Media e BuzzFeed News. Gli editori chiedono una maggiore comunicazione da parte di Facebook, poiché hanno difficoltà a pianificare strategie operative senza conoscere la durata di queste modifiche. Nel frattempo, l’Unione Europea ha introdotto l’obbligo per i siti di social media, gli app store e i negozi online di fornire informazioni sugli algoritmi utilizzati, con sanzioni pesanti in caso di mancata aderenza a tali regole.

In conclusione, gli editori online si trovano in una posizione di incertezza a causa delle modifiche all’algoritmo di Facebook, mentre chiedono maggiore trasparenza e comunicazione da parte del gigante dei social media. La dipendenza dal traffico di Facebook mette a rischio la diversificazione delle strategie di acquisizione dell’audience degli editori e solleva preoccupazioni sulla loro sopravvivenza nel panorama digitale.

Federico Morgantini Editore

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