PA e finanza investono nel mercato del virtual assistant

I virtual assistant vengo usati in tutta Italia e soprattutto nel mondo della Pubblica Amministrazione e della finanza

Redazione
virtual assistant

Le aziende italiane continuano a puntare sull’utilizzo di virtual assistant dotati di intelligenza artificiale con lo scopo di accrescere il proprio business e l’operatività quotidiana. A confermarlo, dando anche alcuni dati importanti sui settori maggiormente interessati al fenomeno, è una ricerca condotta da QuestIT.

Il mercato italiano del virtual assistant

Secondo gli studi di QuestIT pare che il mercato del virtual assistant sia in crescita in ogni settore anche se, a primeggiare, è il mondo delle Pubbliche Amministrazioni col 20% del mercato. In particolare questa tecnologia viene utilizzata molto nel Centro Italia che da solo conquista il 50% mentre la restante metà è suddivisa equamente tra Nord e Sud.

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Al secondo posto sul podio tra i settori che utilizzano di più i virtual assistant c’è il mondo finanziario (17%): a questo proposito risaltano le realtà bancarie del Nord (79%), alle quali fanno seguito quelle del Centro (14%) e del Sud (7%). Infine la medaglia di bronzo va al mondo delle utility (14%). In questo caso specifico, torna in primo piano il Centro (63%) che precede Nord (25%) e Sud (12%).

Il ruolo della tecnologia, dei virtual assistant e dell’intelligenza artificiale non sarà mai quello di sostituire l’uomo, bensì di amplificarne le potenzialità per essere ancora più efficace e performante nella quotidianità”, ha dichiarato Francesco Elmi, Marketing Manager di QuestIT. “In quanto realtà di spicco proprio nel mondo degli avatar conversazionali, siamo ben consapevoli delle potenzialità possedute da questi aiutanti virtuali. Non è un caso che il mercato globale degli stessi digital assistant raggiungerà quota 70 miliardi entro il 2028. Le loro applicazioni, come abbiamo potuto vedere dal report stilato, possono essere innumerevoli e, soprattutto nel corso dei primi mesi dell’anno corrente, abbiamo visto sempre più realtà interfacciarsi per la prima volta al mondo degli avatar conversazionali e siamo convinti che, con il passare degli anni, ce ne saranno sempre di più”.

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