Anche Chrome dichiara guerra agli adblock

Dopo YouTube, anche Chrome fa guerra contro gli adblock. E lo fa grazie alla nuova versione di Manifest V3. Ecco di cosa si tratta

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

C’era da immaginarselo che altri servizi firmati Google avrebbero contribuito alla guerra anti-adblock iniziata mesi fa da YouTube, appunto la piattaforma di streaming acquistata da Big G nel 2006. Di recente Chrome, il browser di Google, dovrebbe ritrovarsi con la nuova estensione V3 di Manifest, eliminando così la compatibilità con le le estensioni Manifest V2. In poche parole, tutti gli adblock che funzionano con V2 smetteranno di funzionare. Ma perché questa mossa?

Chrome contro gli adblock: ecco Manifest V3

Riporta Bleeping Computer, dal 3 giugno 2024 la versione 127 di Chrome mostrerà avvisi per le estensioni attive su Manifest V2 nei canali Beta, Dev e Canary, in cui si segnalerà che esse perderanno il badge “In primo piano“. Inoltre Google disattiverà gradualmente le estensioni V2, incoraggiando gli utenti a passare alle alternative Manifest V3.

Sebbene le aziende che utilizzano la policy “ExtensionManifestV2Availability” avranno un periodo di grazia fino a giugno 2025 per passare agli add-on compatibili con Manifest V3, non si può dire lo stesso per i semplici programmi di adblock, che già da questo mese potrebbero non funzionare più.

Ricordiamo che per adblock si intende il programma che impedisce ai banner pubblicitari di apparire e disturbare la visione su schermo dell’utente. Ad esempio, invece di ritrovarsi con i banner o i pop-up che riempiono la pagina e la colorano, con l’adblock tutto questo non apparirà.

Che cos’è Manifest

Malgrado l’odor di guerra, Manifest è tutto meno che bellico. Si tratta di una piattaforma di estensioni di Chrome, che, scherzi a parte, mira a migliorare la sicurezza, la privacy, le prestazioni e l’affidabilità complessiva delle estensioni di Chrome.

Ha solo il “problema” che questo nuovo framework presenta sfide tecniche significative per gli sviluppatori, specialmente per i blocchi pubblicitari che richiedono un controllo esteso sulle funzioni del browser. Ad esempio, uBlock Origin ha sviluppato uBO Lite (uBOL), un’estensione del browser per Manifest V3. Sebbene uBO Lite possa essere sufficiente per la maggior parte degli utenti, le funzionalità avanzate potrebbero richiedere configurazioni aggiuntive o permessi specifici.

Inoltre Google ha apportato diversi miglioramenti mirati per rispondere ai feedback degli sviluppatori, come il supporto per script utente, documenti fuori schermo e l’espansione dei set di regole consentiti per ‘declarativeNetRequest’. Grazie a questi sforzi, oltre l’85% delle estensioni Chrome attivamente mantenute, inclusi i popolari adblock come AdBlock, Adblock Plus, uBlock Origin e AdGuard, sono passate o hanno rilasciato versioni che supportano Manifest V3.

Quindi teoricamente non è proprio in guerra: ha solo complicato la vita agli sviluppatori. Sempre Google raccomanda vivamente agli sviluppatori, le cui estensioni sono ancora su Manifest V2, di completare la migrazione il prima possibile.

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