Innovazione: in Italia c’è ancora molta strada da fare

Il TEHA – Global Innosystem Index 2024 InnoTech Community di The European House – Ambrosetti evidenzia la situazione Italia sul tema innovazione

Redazione
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Il tema dell’innovazione è di assoluta centralità in un’ottica di crescita e competitività di un sistema- Paese, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi dell’Intelligenza Artificiale che stanno trainando l’intero settore della tecnologia (e non solo). Il Belpaese, tuttavia, risulta tra gli ultimi Paesi al mondo per quanto riguarda l’ecosistema dell’innovazione, con un notevole ritardo rispetto ai vicini come Regno Unito, Svizzera, Germania e Francia. Ad analizzare la situazione è stato il TEHA – Global Innosystem Index 2024, contenuto all’interno dell’InnoTech Report realizzato dalla InnoTech Community di The European House – Ambrosetti e presentato nel corso del Technology Forum 2024 che si è svolto a Stresa il 30-31 maggio.

La situazione italiana sul tema innovazione

A livello mondiale, a dominare la classifica, c’è Singapore seguito da Israele ed Estonia. L’Italia invece si colloca solo 24esima perdendo persino una posizione rispetto al 2020. Si trova però davanti a Spagna e Grecia.

Andando a vedere nel dettaglio l’Italia si posiziona 32esima per l’innovazione dell’ecosistema, 28esima per capitale umano, 24esima per lo sviluppo di un ecosistema attrattivo e 22esima per risorse finanziarie a supporto dell’innovazione. L’unica variabile che dà fiducia è rappresentata dall’efficacia dell’innovazione dell’ecosistema (variabile di output, che valuta la capacità di un paese di generare innovazione), per cui l’Italia scala la classifica fino al 10° posto per la produzione di nuove idee e per il loro impatto economico.

La Lombardia è la prima regione italiana che guida l’innovazione e ha persino guadagnato 4 posizioni nella classifica europea. La Provincia Autonoma di Trento, invece, perde due posizioni passando dalla 46esima alla 48esima posizione, seguita dalla regione Lazio (49esima) che guadagna una posizione. L’Emilia-Romagna, al contrario, scivola di 10 posizioni classificandosi 76esima, non varia, invece, il trend negativo di Basilicata (179esima), Sicilia (180esima) e Calabria (191esima).
In generale, le Regioni italiane continuano a collocarsi molto al di sotto delle top 10 regioni classificate in quasi tutti gli indicatori di performance considerati.

“Anche quest’anno abbiamo aggiornato il nostro TEHA-Global Innosystem Index, che misura la prontezza e le performance dell’innovazione dei principali Paesi mondiali. Nel campione del TEHA-G. II 2024 sono stati inclusi 37 paesi, ben 15 in più rispetto all’ultima rilevazione. Singapore, Israele ed Estonia si confermano essere i Paesi benchmark mondiali dell’innovazione. Al contrario, l’Italia insegue in 24esima posizione. Voglio però segnalare come l’Italia performi bene nella dimensione che valuta l’output dei processi di innovazione, l’’Effectiveness of the innovation ecosystem’. L’Italia è infatti leader per la qualità della propria ricerca accademico-scientifica, misurata dalle pubblicazioni e dalle citazioni per ricercatore, e per tasso di successo dell’attività brevettuale. È chiaro come l’Italia debba migliorare le proprie performance nella creazione delle condizioni necessarie per favorire l’innovazione. Se l’Italia si allineasse alle performance dei Top5 Paesi EU nelle diverse variabili relative alle risorse dedicate alla ricerca e allo sviluppo, al capitale umano e all’attrattività degli investimenti esteri, il nostro Paese raggiungerebbe la 12esima posizione nel ranking TEHA-GII 2030”, ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti.

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