La pirateria audiovisiva continua a rappresentare una minaccia crescente, non solo per l’economia e la cultura, ma anche per la sicurezza digitale degli utenti. È quanto emerge dalla ricerca “Il prezzo nascosto della pirateria”, realizzata dall’Istituto per la Competitività I-Com e presentata alla Camera dei Deputati, che evidenzia un fenomeno in espansione e sempre più pericoloso.
Crescono i danni economici e i rischi per gli utenti
Secondo quanto riportato dall’ANSA, negli ultimi tre anni, l’impatto economico delle minacce informatiche legate alla pirateria è aumentato del 14,5%, con un danno medio pro capite di 1.204 euro. Un dato che riflette non solo le perdite per l’industria, ma anche quelle subite direttamente dagli utenti.
Le piattaforme illegali, infatti, sono tra i principali veicoli di malware, phishing e furti di dati personali, spesso rivenduti sul dark web. Come sottolineato dal presidente di I-Com Stefano da Empoli, il fenomeno è particolarmente allarmante e richiede una maggiore consapevolezza, soprattutto tra i più giovani.
Anche la Polizia Postale mette in guardia: dietro l’accesso gratuito ai contenuti si nasconde spesso un tentativo di violazione dell’identità digitale. Gli utenti, inconsapevolmente, diventano bersagli di attacchi informatici sempre più sofisticati.
Perdite in aumento e impatto sull’occupazione
I numeri confermano una crescita costante del fenomeno. Il danno economico complessivo è passato da 1,24 miliardi di euro nel 2022 a 1,42 miliardi nel 2024, con un incremento progressivo anno dopo anno.
Le conseguenze si riflettono anche sul mercato del lavoro: nel solo 2025 la pirateria avrebbe causato la perdita di 3.400 posti di lavoro nel settore audiovisivo, con un aumento del 47% rispetto all’anno precedente.
Le stime indicano che entro il 2030 si potrebbero superare i 34mila posti di lavoro persi, di cui circa 27mila concentrati nella produzione cinematografica e televisiva. Un impatto che colpisce direttamente l’intera filiera creativa.
Particolarmente rilevante anche il danno subito dagli utenti vittime di truffe: nella fascia tra i 45 e i 64 anni, le perdite possono superare i 1.500 euro.
Le contromisure: piattaforme e nuove strategie
Sul fronte del contrasto, le istituzioni puntano su strumenti tecnologici e nuove strategie regolatorie. L’Agcom ha introdotto il sistema Piracy Shield, operativo dal 1° febbraio 2024, che consente di bloccare un sito illegale in 30 minuti in presenza di una segnalazione con evidenze forensi.
Il risultato è significativo: sono stati già abbattuti 101mila siti, contro i 9mila eliminati nel decennio precedente. Un salto che segna un cambio di passo nella lotta allo streaming illegale, soprattutto per gli eventi sportivi in diretta.
Parallelamente, si discute di un maggiore coinvolgimento delle grandi piattaforme digitali. L’obiettivo, secondo il sottosegretario Alberto Barachini, è passare da una logica puramente sanzionatoria a una responsabilizzazione degli operatori Over The Top, anche alla luce delle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Per l’Agcom, la pirateria resta un vero e proprio “cancro economico e culturale”, da affrontare con strumenti sempre più rapidi ed efficaci.