Elon Musk entra nel mondo dell’informazione digitale con un’iniziativa ambiziosa: il lancio di Grokipedia, un’enciclopedia online alimentata dall’intelligenza artificiale. Presentata come uno strumento per diffondere “verità e conoscenza in tutto il cosmo”, la piattaforma si propone come alternativa a Wikipedia, promettendo contenuti più “bilanciati”.
Grokipedia: Musk sfida Wikipedia con un’enciclopedia AI autonoma
Il lancio di Grokipedia è avvenuto in sordina, con una homepage minimalista e la scritta “Grokipedia v0.1”, seguita da un breve blackout tecnico. La piattaforma utilizza lo stesso LLM del chatbot Grok su X (ex Twitter), consentendo aggiornamenti teoricamente in tempo reale grazie a un flusso enorme di contenuti pubblici.
Stando all’Espresso, Grokipedia nasce con oltre 885.000 voci attive: un numero inferiore agli oltre otto milioni di articoli in inglese di Wikipedia, ma sufficiente per lanciare la sfida nel panorama digitale. Dietro il progetto c’è Jason A. Bloomer, sviluppatore software che ha dato forma a Grok, il sistema AI di xAI, la società di Musk.
La piattaforma si aggiorna in autonomia: quando un utente invia una query, verifica se la voce esiste già; in caso contrario, Grok genera un riassunto sintetico corredato di fonti dichiarate, creando una pagina nuova e indicizzabile dai motori di ricerca.
Nonostante le dichiarazioni di imparzialità, alcune voci di Grokipedia mostrano già un chiaro orientamento ideologico. Ad esempio, la definizione di “genere” è limitata a una classificazione biologica binaria, in netto contrasto con l’approccio culturale e sociologico di Wikipedia. Tra l’altro, in passato pure Grok ha diffuso teorie complottiste e contenuti inappropriati, episodi attribuiti da Musk a errori di programmazione.
Pur rappresentando un modello innovativo di enciclopedia “viva e pulsante”, Grokipedia solleva interrogativi sulla capacità di garantire accuratezza, imparzialità e qualità dei contenuti in un sistema completamente automatizzato.