La Cina ha compiuto un passo da primato scientifico presentando CHIEF1300, una centrifuga mastodontica capace di generare 300 volte la gravità terrestre e sostenere carichi fino a 20 tonnellate. Inserita all’interno del complesso sperimentale CHIEF (Centrifugal Hypergravity and Interdisciplinary Experiment Facility) in costruzione a Hangzhou, l’infrastruttura si distingue non solo per le sue prestazioni fisiche, ma per l’ambizione con cui intende trasformare l’ipergravità in un nuovo linguaggio sperimentale.
Ipergravità come macchina del tempo della scienza
Progettata dalla Zhejiang University, fa parte di un sistema che comprenderà tre centrifughe operative e diciotto dispositivi in volo distribuiti in sei cabine di test. Mentre altre due centrifughe di capacità ancora superiore sono attualmente in fase di assemblaggio. Il progetto non nasce per stupire, ma per comprimere il tempo scientifico. Ciò che sulla Terra richiede decenni o secoli, in CHIEF può consumarsi in giorni.
Per comprendere la portata dell’impresa basta un confronto: un astronauta durante il lancio sopporta circa 5G, un passeggero sulle montagne russe arriva a 2G. CHIEF è progettata per raggiungere 1.500G, portando la materia a reagire sotto forze che, in natura, sono quasi impossibili da osservare. In questo contesto, un modello di un metro diventa la rappresentazione fedele di fenomeni su 100 metri, e un processo di contaminazione sotterranea che in natura durerebbe 100 anni è riprodotto in laboratorio in soli tre giorni e mezzo.
All’interno di una sala circolare sotterranea di 230 metri quadrati, un braccio lungo 6,4 metri ruota a velocità vertiginosa. Generando forze che trasformano ogni esperimento in una sorta di microscopio gravitazionale.
La struttura è stata installata al di sotto del livello del terreno e dotata di sistemi di vuoto e raffreddamento delle pareti per impedire che l’attrito dell’aria o il surriscaldamento compromettano l’equilibrio delle simulazioni, come ha spiegato il capo ingegnere Ling Daosheng.
Catastrofi simulate per evitare catastrofi reali
I primi esperimenti hanno già dimostrato l’efficacia della piattaforma. In CHIEF sono stati riprodotti terremoti ad alta intensità per verificare la tenuta delle fondamenta di una diga idroelettrica. E sono state analizzate le conseguenze combinate di onde di 4 metri e tsunami di 20 metri sul fondale marino, offrendo parametri decisivi per la progettazione di impianti eolici offshore.
In altre sessioni è ricreata la pressione di 2.000 metri di profondità oceanica per valutare la sicurezza dell’estrazione di idrati di metano. Mentre in ambito dei materiali sono già sintetizzate leghe metalliche ad alta resistenza e con una quantità minima di difetti strutturali.
Secondo il responsabile scientifico Chen Yunmin, la struttura non sarà un laboratorio chiuso ma un hub aperto alla comunità globale, pensato per ospitare ricercatori da tutto il mondo e accelerare in modo collettivo l’innovazione. In un’epoca in cui la velocità dello sviluppo tecnologico è cruciale, la Cina ha deciso di premere sull’acceleratore — letteralmente.