Dalla Svizzera il mini robot acquatico che migliora il monitoraggio ambientale

Gli ingegneri dell’EPFL in Svizzera hanno sviluppato un mini robot acquatico che offre nuove possibilità per il monitoraggio ambientale e la ricerca ecologica

Redazione

I robot acquatici rivestono un ruolo cruciale nello studio degli ecosistemi acquatici e nel monitoraggio della qualità dell’acqua in aree sensibili, come barriere coralline o sponde lacustri. Tradizionalmente, molti di questi dispositivi si affidano a delle eliche rumorose, che possono disturbare e danneggiare la fauna selvatica, compromettendo l’integrità degli ecosistemi sotto monitoraggio. Inoltre, la presenza di elementi naturali, come piante, animali e detriti, rappresenta una sfida ulteriore per i robot, che devono operare in ambienti complessi e congestionati.

Per affrontare queste problematiche, i ricercatori dell’École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL), in collaborazione con il Max Planck Institute for Intelligent Systems, hanno sviluppato un mini robot acquatico all’avanguardia che, grazie alle sue tecnologie, potrà fornire un supporto significativo nel monitoraggio ambientale, nella ricerca ecologica e in molto altro.

Un robot acquatico in miniatura per nuotare nell’acqua ad alta velocità

Più piccolo di una carta di credito e pesante soli 6 grammi, questo robot subacqueo si distingue per la sua capacità di muoversi agilmente in spazi ristretti, grazie a tecnologie all’avanguardia e a un design rivoluzionario.

A differenza dei tradizionali sistemi di propulsione, il robot dell’EPFL utilizza pinne oscillanti ispirate ai vermi piatti marini, che consentono una propulsione silenziosa e fluida. Oltre a ridurre il rumore, questa soluzione permette anche al robot di galleggiare sulla superficie dell’acqua, integrandosi perfettamente negli ambienti naturali.

Grazie all’impiego di quattro muscoli artificiali, il robot può raggiungere una velocità di 12 centimetri al secondo (pari a 2,6 volte la sua lunghezza corporea), con la possibilità di nuotare in avanti, effettuare rapide virate e muoversi in modo controllato all’indietro e lateralmente. Inoltre, il robot è dotato di sensori di luce che fungono da “occhi”, permettendogli di rilevare e seguire le fonti luminose in modo autonomo.

Per alimentare il robot, i ricercatori hanno sviluppato un sistema di controllo elettronico in grado di fornire agli attuatori fino a 500 volt, mantenendo un consumo energetico di appena 500 milliwatt (per intenderci, è quattro volte inferiore a quello di uno spazzolino elettrico). Nonostante l’alta tensione, la bassa corrente del robot e i circuiti schermati lo rendono completamente sicuro per l’ambiente circostante.

Con il suo design innovativo ispirato alla natura e le sue tecnologie avanzate, il robot può trovare impiego non solo nel monitoraggio dell’inquinamento e nella ricerca ecologica, ma anche nell’agricoltura di precisione e nelle ispezioni di macchinari subacquei.

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