Il David di Michelangelo prende voce grazie all’intelligenza artificiale

Quando sei stato realizzato? Perché sei un simbolo? Cosa è successo a Golia? “Chatta col David” e te lo dirà lui stesso

Redazione
Chatta col David di Michelangelo grazie a Intelligenza artificiale

Quattro chiacchere al museo. No, questo non è uno dei soliti incontri tra esperti di arte e pubblico di appassionati, questa volta le quattro chiacchere è possibile farle direttamente nientepopodimeno che con il David di Michelangelo grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. Si tratta del progetto messo in campo dalla Galleria dell’Accademia di Firenze che ha come obiettivo quello di creare un’esperienza sempre più coinvolgente, e anche divertente, di fruizione del nostro inestimabile patrimonio culturale.

“Chatta col David”, grazie all’intelligenza artificiale

“Chatta col David” è il nome del progetto che prende il via in questi giorni realizzato grazie all’esperienza della società tecnologica specializzata nell’applicazione dell’intelligenza artificiale Querlo. A voler dar vita ad una delle opere più note del genio del Rinascimento Michelangelo Buonarroti è stata Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze.

Come riporta Repubblica, interrogato dagli utenti, il David, tramite chat (si tratta infatti di software chatbot) racconta la sua storia attraverso aneddoti e curiosità e fornisce tutte le informazioni che gli vengono richieste, che siano esse a carattere storico, artistico e religioso. “Quando sei stato realizzato? Perché sei un simbolo? Cosa è successo a Golia? Perché sei nudo?”, sono solo alcune delle domande a cui risponderà il celebre David di Michelangelo. Il progetto è ancora ad una versione ‘beta’ che però punta a svilupparsi proprio grazie all’interazione con gli utenti che, con le loro interazioni, contribuiranno a “istruire” l’intelligenza artificiale.

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Dal Pnrr uno slancio alla cultura grazie al digitale

“Chatta col David” è solo uno dei progetti che vedono l’incontro tra nuove tecnologie e il mondo dei beni culturali, progetti che saranno sempre di più grazie anche i fondi stanziati dal Pnrr. La Missione 1 del piano infatti prevede un finanziamento di 1,1 miliardi di euro (2021-2026) che saranno destinati alla digitalizzazione, accessibilità e abbassamento dell’impatto ambientale dei luoghi della cultura. Le risorse verranno distribuite tra musei, aree e parchi archeologici, biblioteche, archivi, teatri e cinema.

Federico Morgantini Editore

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