Fino al 98% di recupero dell’argento dai pannelli solari con questa nuova tecnica

Sempre più efficiente diventa il recupero dell’argento dai pannelli solari grazie a questo nuovo metodo innovativo. Ecco di cosa si tratta

Redazione
fotovoltaico, solar academy

Oltre a essere un elemento fondamentale nella transizione verso un’economia verde, l’argento ha un ruolo chiave nella produzione di energia rinnovabile tramite pannelli solari. Ma come tutti i metalli non è al 100% eco-friendly, infatti bisogna trovare un modo per renderlo ancora più sostenibile, magari riciclandolo di continuo a ogni fine vita dei pannelli solari. Proprio a questo hanno puntato alcuni ricercatori, che hanno sviluppato un metodo innovativo per efficientare ancora di più il recupero dell’argento dai pannelli solari.

Dall’UNI Camerino un nuovo metodo per il recupero dell’argento

Come racconta il sito di informazione HD Blog, i ricercatori dell’Università di Camerino, nelle Marche, hanno sviluppato un metodo all’avanguardia per recuperare argento puro dalle celle fotovoltaiche dismesse. Questo processo innovativo combina tecniche elettrochimiche e idrometallurgiche per raggiungere un’efficienza di recupero del 98%, superando i metodi convenzionali.

Ma andiamo per gradi. Dato che la lisciviazione delle particelle d’argento dai rifiuti fotovoltaici risulta particolarmente problematica ai fini del recupero, i ricercatori hanno proposto l’uso combinato di persolfato e ammoniaca attivati da una base chimica. Grazie all’azione del persolfato quale agente ossidante e dello strato protettivo ermetico di ossido di rame (che previene la lisciviazione dello stesso rame), come raccontano i ricercatori, “si è ottenuta una media dell’85,0±2,6% con un intervallo di confidenza del 95%“.

Ciononostante, sempre i ricercatori hanno notato che l’85% dell’argento puro recuperato è ancora insufficiente. Per migliorare l’efficienza del recupero, hanno deciso di adottare uno specifico processo chimico, chiamato elettrodeposizione-sostituzione redox (EDRR), che utilizza un metodo di elettrodeposizione pulsata.

Come riporta il loro studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Technology & Innovation, il risultato finale è un aumento dell’efficienza al 98,7%.

L’argento nell’industria fotovoltaica

L’argento è una componente cruciale nella produzione di pannelli fotovoltaici, usati per convertire l’energia solare in elettricità. La sua alta conducibilità elettrica lo rende insostituibile nelle celle solari, dove si applica sotto forma di pasta sulla superficie della cella per creare una griglia che cattura e trasporta gli elettroni liberi generati dalla luce del sole.

Nel 2023, la domanda di argento per applicazioni fotovoltaiche ha registrato un notevole aumento del 64%, raggiungendo un nuovo massimo di 193,5 Moz. Questo incremento è stato spinto dalla crescente capacità di produzione di pannelli solari a livello globale, in particolare in Cina, che ha contribuito a oltre il 90% delle spedizioni globali di pannelli. In Italia, sono attualmente connessi alla rete 1,7 milioni di impianti fotovoltaici, con l’argento che gioca un ruolo centrale in questo processo.

Tuttavia, secondo il Silver Institute, la continua crescita delle installazioni solari potrebbe portare all’esaurimento di una parte significativa delle riserve globali di argento entro il 2050. Uno studio dell’Università del New South Wales ha previsto addirittura che, se l’attuale tasso di crescita del settore fotovoltaico dovesse continuare, circa l’85%-98% delle riserve globali di argento potrebbero essere esaurite entro la metà del secolo.

Questo pone una grande sfida per il futuro della produzione di energia solare e per la sostenibilità del metallo stesso. E proprio per garantire un futuro sostenibile, è fondamentale sviluppare soluzioni innovative per il riciclo di questo prezioso metallo come quella dell’Università di Camerino.

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