RocketStar lancia il primo propulsore a fusione nucleare

Un propulsore elettrico, che prevede anche l’utilizzo della fusione nucleare. Ecco l’ultima meraviglia di RocketStar: FireStar Drive

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

La fusione nucleare non è più un’utopia, almeno vedendo l’ultimo dispositivo di RocketStar: il FireStar Drive. Un’innovativa tecnologia per i propulsori elettrici che verrà utilizzato per i veicoli spaziali, nonché il primo che utilizza plasma potenziato appunto dalla fusione nucleare.

Ma vediamo bene come funziona, e quale sarà il suo futuro.

Il primo propulsore a fusione nucleare di RocketStar

Un recente comunicato dell’azienda conferma il successo della dimostrazione di FireStar Drive. Innovativa unità di propulsione elettrica per veicoli spaziali, essa aumenta significativamente le prestazioni del propulsore al plasma “a regime pulsato”, alimentato ad acqua di base di RocketStar utilizzando una forma unica di fusione nucleare aneutronica.

Cos’è il plasma a regime pulsato? È un tipo di plasma che viene adottato per i motori elettrici. In essi la spinta è data dalla generazione di particelle cariche nello spazio a partire da un gas.

Ma come funziona? Il propulsore di base genera protoni ad alta velocità attraverso la ionizzazione del vapore acqueo. Quando questi protoni entrano in collisione con il nucleo di un atomo di boro, l’atomo subisce una fusione, trasformandosi in una forma di carbonio ad alta energia che decade rapidamente in tre particelle alfa. Poi, introducendo il boro nello scarico del propulsore, il FireStar Drive consente questo processo di fusione.

La scoperta della propulsione a fusione nucleare

Sempre il comunicato riferisce che la scoperta della fusione è stata fatta per la prima volta quando dell’acqua arricchita di boro è stata introdotta nel pennacchio di scarico del propulsore al plasma pulsato. Ciò ha portato alla creazione di particelle alfa e raggi gamma, chiari indizi di fusione nucleare.

Presso poi l‘High Power Electric Propulsion Laboratory (HPEPL) della Georgia Tech ad Atlanta, in Georgia, è stato possibile creare radiazioni ionizzanti e migliorare la spinta dell’unità di propulsione di base del 50%.

Come ha affermato Adam Hecht, professore di Ingegneria Nucleare e l’Università del New Mexico.

“RocketStar non ha solo migliorato in modo incrementale un sistema di propulsione, ma ha fatto un balzo in avanti applicando un nuovo concetto, creando una reazione di fusione-fissione nello scarico. Questo è un momento entusiasmante per lo sviluppo tecnologico e non vedo l’ora di vedere le loro innovazioni future”.

L’italiana D-Orbit sarà la prima a testarlo

Ora disponibile al pubblico, il nome del propulsore a livello commerciale è M1.5. La prima dimostrazione sarà nello Spazio, come carico utile ospitato sul vettore satellitare OTV ION, proprietario dell’italiana D-Orbit, che effettuerà due missioni SpaceX Transporter, previste per luglio e ottobre di quest’anno.

I piani per testare il FireStar Drive includono ulteriori test a terra quest’anno con una dimostrazione nello spazio prevista per febbraio 2025 come carico utile ospitato sulla navicella spaziale Barry-2 di Rogue Space System.

Come ha affermato Matteo Lorenzoni, responsabile delle vendite di D-Orbit:

“Siamo molto felici di avere l’opportunità di lavorare al fianco di RocketStar e contribuire alla dimostrazione dell’M1.5. Abbiamo appena integrato il propulsore sul vettore satellitare ION e non vediamo l’ora di testimoniare le sue prestazioni in orbita”.

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