Secondo il 72% dei lavoratori, la GenAI aumenta la produttività

Come viene usata la GenAI sul lavoro? Risponde l’indagine di Salesforce “Le promesse e le insidie dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro”

Redazione
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La GenAI è ormai sempre più diffusa e anche nel mondo del lavoro c’è chi comincia a utilizzarla scoprendone i benefici che una tecnologia così avanzata può portare alla produttività. A confermarlo è anche l’ultima indagine di Salesforce “Le promesse e le insidie dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro”, condotta su oltre 14.000 lavoratori dipendenti in 14 paesi.

La GenAI nel mondo del lavoro

Dal report emerge che in Italia il 37% dei lavoratori ritiene che acquisire competenze nell’intelligenza artificiale generativa renderebbe il proprio profilo professionale più appetibile, mentre quasi la metà (46%) è attratta da aziende all’avanguardia nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale sul lavoro. Per quanto riguarda i benefici, invece, il 72% degli italiani sostiene che l’utilizzo della GenAI aiuti ad aumentare la produttività mentre il 39% è convinto che coloro che padroneggiano tali tecnologie siano remunerati più elevatamente rispetto a chi non ne ha conoscenza.

A livello globale, la metà dei lavoratori intervistati, indipendentemente dall’impiego dell’intelligenza artificiale generativa, prevede che padroneggiare queste tecnologie comporterà: maggiore soddisfazione professionale (51%) e maggiore richiesta sul mercato del lavoro (47%).

Per saperne di più: Intelligenza Artificiale, cos’è e come funziona. Tutto sulla AI

Non manca però un lato oscuro in questo scenario. Il 54% dei lavoratori italiani, infatti, ha presentato il lavoro di un’intelligenza artificiale generativa come proprio, mentre il 29% simulerebbe competenze più avanzate nell’ambito dell’IA per ottenere nuove opportunità lavorative. Dati che preoccupano ma va anche detto che anche le aziende sono ancora indietro dato che due lavoratori su cinque (42%) dichiarano che la propria azienda non adotta policy riguardanti l’uso dell’intelligenza artificiale e solo il 15% lavora per un’azienda in cui ci sono linee guida ben definite.

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