Ogni giorno che passa l’intelligenza artificiale diventa sempre più parte delle nostre vite private e lavorative. Diventa quindi sempre più fondamentale imparare a utilizzarla al meglio per non rimanere indietro, specie in ambito lavorativo. A sottolinearlo è anche una recente indagine di IBM che ha cercato di capire come le aziende si stanno preparando al futuro dell’AI.
Le competenze nel campo dell’AI
Secondo le analisi effettuate da IBM, 4 dirigenti su 5 affermano che l’intelligenza artificiale generativa cambierà i ruoli e le competenze dei dipendenti. A risentirne saranno ovviamente tutti i lavoratori anche se, neanche a dirlo, il cambiamento più grande lo sentiranno i dipendenti ai livelli più bassi. I dirigenti intervistati infatti hanno affermato che gli entry-level stanno già subendo adesso gli effetti dell’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa e che questo potrà solo che intensificarsi nei prossimi anni. Per il momento, invece, l’impatto sui ruoli esecutivi o di senior management si ferma al 22%.
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Nello specifico, si prevede che 4 persone su 10, pari a circa 1,4 miliardi di lavoratori, dovranno riqualificarsi entro i prossimi tre anni per rimanere sul mercato del lavoro. Dall’altra parte, però i dirigenti sostengono che ChatGPT e le altre macchine di AI generativa non andranno a sostituire l’uomo ma piuttosto collaboreranno con lui creando nuovi posti di lavoro. Tra i lavori considerati più a rischio ci sono quelli nel procurement seguiti da quelli nei dipartimenti di rischio e conformità e nei dipartimenti finanziari.
Riuscire a riqualificarsi diventa importante non solo per il singolo dipendente ma anche per l’azienda dato che “I cambiamenti di lavoro guidati dalla tecnologia riportano un tasso di crescita dei ricavi superiore in media del 15%” afferma il rapporto, aggiungendo che coloro che si concentrano sull’AI “vedranno un tasso di crescita dei ricavi superiore del 36% rispetto ai loro colleghi”.