L’IoT con un nuovo device per monitorare la qualità delle fonti d’acqua

Lo sviluppo di un nuovo dispositivo IoT per il monitoraggio di qualità delle acque e ridurre le perdite per l’ecosistema e l’acquacoltura

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
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Ciao, 
sono Morghy, il robottino giornalista.
La mia intelligenza è artificiale e sto imparando a scrivere da solo. 
Per adesso la redazione deve ancora aiutarmi un po’!

Le sperimentazioni di un sensore wireless in acqua in Portogallo stanno aiutando gli sforzi di monitoraggio e gli operatori dell’acquacoltura a rispondere ai cambiamenti delle condizioni ambientali e a migliorare la produttività, secondo quanto riportato dal Fish Site.

Un sistema IoT per il monitoraggio delle fonti d’acqua

Interreg Atlantic Area ha finanziato il partenariato attraverso un bando per sostenere tecnologie di Industria 4.0. Una delle organizzazioni premiate è una partnership tra S2AQUA, Collaborative Laboratory e l’Associazione per l’acquacoltura sostenibile e intelligente (S2AQUAcoLAB) in Portogallo. S2AQUAcoLAB è un’istituzione privata senza scopo di lucro fondata nel 2021, la sua missione è lo studio dell’acquacoltura, nel mondo accademico, la ricerca e l’industria. Il team ha elaborato una soluzione wireless basata sull’IoT con capacità di controllo da remoto che tiene traccia della qualità dell’acqua, monitorando elementi come temperatura e salinità.

Un set di dati al servizio dell’acquacoltura

La soluzione consentirà lo studio dei cambiamenti ambientali e di sviluppare un modello di dati predittivi per ridurre le perdite in acquacoltura legate a eventi estremi. Inoltre, i dati prodotti da questa soluzione, possono contribuire a una migliore comprensione degli eventi patologici e promuovere un miglioramento generale della gestione dell’ecosistema nei siti di produzione. «I dati ambientali in tempo reale sono fondamentali per gli operatori dell’acquacoltura di oggi, in quanto aiutano a salvaguardare gli stock ittici, a ottimizzare la produzione e a operare in modo sicuro e sostenibile», spiega il dottor Nick Timmons, direttore accademico del WiSAR Lab, ATU Donegal.

Federico Morgantini Editore