Falsi allarmi nucleari in Ucraina, hacker violano l’applicazione di emergenza

L’applicazione nazionale di emergenza è stata compromessa con notifiche su radiazioni, attacchi chimici e missili Oreshnik

Redazione

Gli hacker hanno preso di mira l’applicazione nazionale ucraina per gli allarmi di emergenza, inviando ai residenti di Kiev false notifiche che annunciavano un imminente attacco nucleare. Le segnalazioni, comparse nella tarda serata di domenica, parlavano anche di una minaccia chimica e di combattimenti nelle strade della capitale. Un attacco informatico che ha seminato paura tra la popolazione, mentre sul fronte meridionale del Paese riprendevano le operazioni militari russe dopo la fine di una tregua di sei giorni.

Falsi allarmi nucleari e chimici sull’app di emergenza ucraina

Secondo il Guardian, le notifiche hanno iniziato a comparire poco prima delle 23, ora locale. L’applicazione ha segnalato un’elevata probabilità di contaminazione da radiazioni nucleari, accompagnando l’avviso con ulteriori messaggi relativi a un presunto attacco chimico e a scontri armati nelle strade di Kiev.

Gli avvisi erano scritti sia in ucraino sia in inglese, con diversi errori ortografici. Un ulteriore messaggio in russo sosteneva che l’Ucraina sarebbe stata colpita da missili Oreshnik, vettori balistici capaci di trasportare anche testate nucleari. Mosca ha già utilizzato questo tipo di arma in tre occasioni, colpendo la regione di Kiev e le città di Dnipro e Leopoli.

Le reazioni dei cittadini sono state differenti. Molti hanno ignorato le segnalazioni, ipotizzando che l’applicazione fosse stata compromessa. Altri, invece, hanno vissuto momenti di forte paura. «Sono stata terrorizzata per qualche istante», ha raccontato una donna di nome Nina, spiegando di essersi sdraiata sul letto chiedendosi cosa sarebbe successo.

L’applicazione conferma l’interferenza di soggetti non autorizzati

Domenica, attraverso un comunicato, il servizio di emergenza ucraino ha confermato che soggetti non autorizzati avevano interferito con il funzionamento dell’applicazione. Il canale è stato temporaneamente sospeso e gli utenti sono stati invitati a non aprire eventuali collegamenti contenuti nelle notifiche sospette.

Lunedì non era ancora chiaro chi avesse organizzato l’attacco informatico e quale fosse il suo obiettivo. Anche le autorità russe hanno riferito di episodi simili, sostenendo che alcuni hacker fossero riusciti ad accedere all’applicazione del ministero per le Emergenze con sede a Mosca, inviando false notifiche alla popolazione.

Tra le ipotesi è comparso il nome del gruppo di hacker Hitcore. Il canale Telegram russo Mash, considerato vicino ai servizi di sicurezza, ha riferito di aver parlato con alcuni rappresentanti del gruppo, che avrebbero rivendicato l’operazione. La ricostruzione, tuttavia, non ha trovato conferme indipendenti.

Riprendono gli attacchi russi a Kherson dopo la tregua

Le false minacce nucleari sono arrivate mentre la Russia riprendeva le operazioni militari contro la città meridionale di Kherson, poche ore dopo la scadenza del cessate il fuoco. La pausa nei combattimenti, durata sei giorni, aveva consentito l’evacuazione di centinaia di persone dalla vicina Oleshky, cittadina sotto controllo russo.

Secondo l’amministrazione militare di Kherson, alle 7.40 un drone russo ha colpito un ospedale. Le immagini diffuse successivamente hanno mostrato locali devastati, finestre esplose, porte danneggiate e detriti sparsi sulla strada. Le autorità hanno precisato che non si sono registrate vittime.

Durante la tregua, tuttavia, sarebbero emersi segnali di un rafforzamento delle posizioni russe a Oleshky. Filmati condivisi con Sky News mostrerebbero soldati impegnati a trasportare munizioni e attrezzature militari pesanti, oltre a veicoli blindati in movimento nelle strade della città. Secondo l’emittente, alcuni militari avrebbero portato grandi sacchi all’interno di edifici bruciati, per poi scomparire nei seminterrati. Sarebbero state inoltre rimosse le salme di civili da un obitorio ospedaliero.

Mosca esclude nuove tregue lungo il fronte

Oleshky si trova a circa cinque chilometri da Kherson, sulla sponda opposta del fiume Dnipro. Prima della tregua, i rifornimenti russi erano difficili a causa della minaccia rappresentata dai droni kamikaze ucraini.

Dmitry Pulinets, comandante della 34ª Brigata separata di fanteria di marina ucraina, ha dichiarato a Sky News che negli ultimi giorni i soldati russi hanno potuto muoversi liberamente nella città, anche di notte e in condizioni meteorologiche avverse. Una situazione che, secondo il comandante, prima del cessate il fuoco non si verificava.

La tregua è terminata alle 23 di domenica. Entrambe le parti l’hanno descritta come un successo, considerandola la pausa nei combattimenti più significativa dal 2022. L’ombudsman ucraino Dmytro Lubinets, che aveva visitato Oleshky per coordinare l’operazione di evacuazione, ha ipotizzato che iniziative analoghe possano essere ripetute in altre zone del fronte.

Da Mosca, però, è arrivata una chiusura. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato lunedì che non sono previsti altri cessate il fuoco in differenti aree del conflitto. Ha inoltre definito il raggruppamento delle truppe una pratica standard in circostanze simili, aggiungendo di presumere che anche le forze armate ucraine abbiano approfittato della pausa per riorganizzarsi.

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