Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Nvidia rafforza il controllo sulla filiera dei semiconduttori destinati all’intelligenza artificiale con una serie di accordi da miliardi di dollari con sei importanti fornitori. L’obiettivo è riservare capacità produttiva fino al 2028 e affrontare i colli di bottiglia che rischiano di rallentare la realizzazione dei sistemi di calcolo per l’AI. Le intese riguardano substrati, packaging avanzato, test dei chip e motori ottici, componenti fondamentali per sostenere la crescita dell’infrastruttura dedicata all’intelligenza artificiale.
Nvidia punta a mettere in sicurezza la supply chain AI
Gli accordi, annunciati il 21 ottobre durante il GTC di Berlino, si inseriscono in una strategia volta a rendere più solida la catena di approvvigionamento degli acceleratori AI. La disponibilità di componenti e capacità produttiva rappresenta infatti uno dei principali ostacoli all’espansione dei data center e dei sistemi di calcolo avanzati.
«La domanda è straordinaria. La capacità produttiva è il vincolo», ha dichiarato il CEO Jensen Huang, sottolineando le difficoltà che interessano il settore. Per Nvidia, quindi, non basta sviluppare chip sempre più potenti: è necessario assicurarsi che anche i fornitori riescano a produrli e assemblarli nei volumi richiesti.
La società ha stretto accordi con sei partner industriali, distribuendo gli impegni su diverse fasi della filiera. La pianificazione pluriennale punta a garantire maggiore continuità nelle forniture e a ridurre il rischio che una singola componente rallenti la consegna dei sistemi completi.
Substrati e ottiche: più capacità per i componenti critici
Una parte importante degli investimenti riguarda i substrati, gli strati intermedi che collegano i chip di silicio alla scheda su cui vengono montati. Nvidia ha raggiunto accordi con Ibiden, Unimicron e Samsung Electro-Mechanics, tre tra i maggiori produttori mondiali del settore.
L’obiettivo è assicurarsi una capacità dedicata di substrati pari a 2,5 volte quella attuale nell’arco dei prossimi tre anni. La scelta risponde alla crescente complessità degli acceleratori, che integrano un numero sempre maggiore di componenti e richiedono più materiali e spazio produttivo per ogni confezione.
Un secondo fronte è quello delle ottiche co-pacchettizzate, una tecnologia che integra i motori ottici direttamente nel package dell’acceleratore per migliorare il trasferimento dei dati. Con il partner SPIL, Nvidia punta ad aumentare di 15 volte la capacità produttiva di questi componenti entro la metà del 2027, con un ulteriore raddoppio previsto entro la fine del 2028.
Packaging avanzato e test dei semiconduttori
Gli accordi interessano anche le fasi successive alla produzione dei chip. Nvidia e Amkor intendono aumentare di oltre il 300% la capacità produttiva di wafer con interposer entro la fine del 2028, attraverso l’espansione delle attività di packaging avanzato in Corea del Sud. L’intesa con Amkor vale 1,3 miliardi di dollari e porta a circa 3 miliardi gli investimenti complessivi di Nvidia nelle strutture del partner in Arizona e Corea del Sud.
Il packaging è essenziale per integrare chip, memoria e substrati in un acceleratore pronto all’utilizzo. Una capacità insufficiente in questa fase può rallentare l’intero processo, anche quando i semiconduttori sono già disponibili.
Un altro investimento riguarda KYEC, azienda specializzata nei test dei semiconduttori che gestisce attualmente quasi tutti i controlli sui chip Nvidia. La società investirà 1,1 miliardi di dollari per riservare capacità presso le strutture del partner, con l’obiettivo di raddoppiare la capacità di test tra il 2026 e il 2027. Il piano coinvolge stabilimenti negli Stati Uniti, a Taiwan e a Singapore.
Una strategia di lungo periodo per sostenere la domanda
Gli accordi confermano che Nvidia sta lavorando per mettere in sicurezza quasi tutte le fasi della filiera dei propri acceleratori, dalla disponibilità dei materiali fino all’assemblaggio e ai controlli finali. L’azienda mira così a ridurre la vulnerabilità alle strozzature produttive e a rendere più prevedibile la disponibilità dei sistemi destinati ai data center.
La strategia si sviluppa in un mercato in cui anche i concorrenti stanno aumentando gli investimenti. AMD sta rafforzando le proprie partnership nell’ecosistema dei semiconduttori asiatico, mentre Google e Amazon ampliano i programmi dedicati ai rispettivi acceleratori personalizzati. Intel, invece, punta sul packaging avanzato e sulle proprie tecnologie produttive per attirare nuovi clienti.
Per Nvidia, la sfida non riguarda soltanto la progettazione dei chip, ma anche la possibilità di trasformare la domanda di hardware AI in prodotti effettivamente disponibili. La riserva di capacità fino al 2028 serve proprio a preparare la filiera ai volumi attesi e a limitare i ritardi legati alla scarsità di componenti specializzati.
Fonte: Tom’s Hardware