L’intelligenza artificiale entra nella ricerca di nuovi farmaci attraverso la progettazione di anticorpi mirati contro specifiche proteine associate alle malattie. È questa la scommessa di ImmunitoAI, startup con sede a Bengaluru, in India, che ha sviluppato AbInitio, una piattaforma capace di progettare anticorpi e verificarne successivamente l’efficacia in laboratorio. L’obiettivo è individuare candidati promettenti per lo sviluppo di farmaci, riducendo le difficoltà legate alle prime fasi della ricerca.
AbInitio, come funziona la piattaforma per progettare anticorpi
Lo sviluppo di un farmaco basato sugli anticorpi comincia dalla ricerca di una molecola in grado di legarsi a un punto preciso, chiamato epitopo, su una proteina associata a una malattia. Individuare l’anticorpo adatto può essere complicato: è proprio su questo problema che interviene ImmunitoAI.
Il team biologico della startup seleziona innanzitutto l’area patologica, la proteina bersaglio e l’epitopo al quale l’anticorpo dovrà legarsi. Stabilisce inoltre se la molecola dovrà bloccare o attivare il bersaglio. A questo punto entra in azione AbInitio, che progetta anticorpi e strutture simili, comprese le nanobody, piccoli anticorpi costituiti da un singolo dominio.
La piattaforma viene addestrata utilizzando le strutture tridimensionali di coppie di proteine leganti disponibili nella Protein Data Bank, un archivio pubblico. Attraverso una trasformazione matematica sviluppata internamente, le coordinate tridimensionali degli atomi vengono convertite in due grafi: gli atomi sono rappresentati come punti, mentre i collegamenti indicano le loro interazioni.
Il modello impara così a riconoscere come le forme delle proteine si adattino reciprocamente e quali amminoacidi, i componenti fondamentali delle proteine, tendano a legarsi tra loro. Durante la progettazione vengono valutate anche le proprietà necessarie per un potenziale farmaco, con l’obiettivo di limitare le successive modifiche.
Dalla progettazione all’esperimento in laboratorio
La generazione di un anticorpo attraverso l’intelligenza artificiale non garantisce che la molecola riesca effettivamente a legarsi al bersaglio biologico. Per questo ImmunitoAI affianca alla progettazione computazionale una fase sperimentale condotta nei propri laboratori.
«Portiamo in laboratorio circa 1.000-10.000 progetti, a seconda della strategia», spiega la cofondatrice e direttrice tecnologica Trisha Chatterjee. Il lavoro sperimentale serve a individuare gli anticorpi che si legano realmente ai bersagli selezionati, per poi sottoporli a ulteriori verifiche sulle loro proprietà farmacologiche.
Fondata nel 2020 da Aridni Shah, amministratrice delegata, e Chatterjee, la startup è nata da un problema incontrato durante il dottorato di Shah, dedicato alle api mellifere. Ottenere anticorpi contro le loro proteine era difficile, anche perché le api non sono un organismo modello. Le successive conversazioni con esperti del settore hanno fatto emergere una difficoltà analoga nell’industria farmaceutica: trovare anticorpi adatti da cui partire per sviluppare nuovi medicinali.
Oggi i candidati di ImmunitoAI sono ancora in fase preclinica e l’azienda non genera ancora ricavi. Shah afferma tuttavia che alcuni candidati testati attraverso saggi cellulari hanno mostrato rilevanza funzionale e potenza. I programmi di ricerca comprendono i bersagli CD40, GITR e CXCR4, con possibili applicazioni in oncologia, malattie autoimmuni, ematologia e neurologia.
Il modello di business e i piani di espansione
ImmunitoAI intende collaborare con le aziende farmaceutiche attraverso due principali modalità: concedere in licenza i propri candidati farmaci oppure utilizzare AbInitio per individuare un candidato finale contro un bersaglio scelto da un partner.
Le aziende interessate potranno interrompere il processo in qualsiasi fase o selezionare molecole tra quelle già sviluppate dalla startup. Parallelamente, ImmunitoAI continua a lavorare su candidati diretti contro bersagli rilevanti per l’industria farmaceutica. Secondo Chatterjee, i dati generati da questi programmi possono essere utilizzati anche per migliorare le prestazioni della piattaforma.
Sul fronte finanziario, l’ultimo round di finanziamento è stato un Series A da 52,14 crore di rupie, guidato da Ashish Kacholia con la partecipazione di 3one4 Capital. La raccolta complessiva raggiunge così 66,98 crore di rupie. Tra gli investitori figura anche pi Ventures.
La società guarda inoltre ai mercati statunitense ed europeo. Nei prossimi dodici mesi punta ad aggiornare AbInitio e a portare avanti lo sviluppo dei propri candidati farmaci in vista della concessione di licenze. L’ambizione è migliorare sensibilmente le capacità dell’intelligenza artificiale, così da ridurre il numero di molecole da sottoporre ai test sperimentali.
Fonte: YourStory