Dai semiconduttori alla difesa, quest’azienda usa l’AI per cambiare la produzione industriale

Scimplify raccoglie 25 milioni e accelera nei materiali critici con AI, puntando sugli USA contro la dipendenza cinese

Redazione
Scimplify usa AI per la supply chain dei materiali critici negli Stati Uniti

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Scimplify raccoglie 25 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo della propria piattaforma di intelligenza artificiale e contribuire a ridurre la dipendenza delle industrie dalle forniture cinesi di materiali critici. La startup indiana, fondata nel 2023 e con sede a Bengaluru, ha raggiunto un fatturato annualizzato di circa 200 milioni di dollari, triplicando il risultato rispetto a un anno fa. Ora punta soprattutto sugli Stati Uniti, dove la domanda di materiali destinati a semiconduttori, energia e difesa rappresenta un’importante opportunità di crescita.

La strategia di Scimplify per i materiali critici

Il nuovo round di finanziamento è guidato da Hitachi Ventures, con la partecipazione dei nuovi investitori Henkel e Teknor Apex. Hanno preso parte all’operazione anche i sostenitori già presenti nel capitale: Accel India, Bertelsmann India Investments, Omnivore e 3one4 Capital.

L’investimento porta a 80 milioni di dollari il totale dei finanziamenti azionari raccolti dalla società. Secondo una fonte vicina alla transazione citata da TechCrunch, la valutazione post-money avrebbe raggiunto i 250 milioni di dollari, rispetto ai 150 milioni registrati dopo il round da 40 milioni del marzo 2025. La società, tuttavia, non ha confermato ufficialmente la propria valutazione.

L’obiettivo è semplificare un processo industriale complesso: trasformare le scoperte chimiche in prodotti commercializzabili su larga scala richiede infatti impianti adeguati, controlli di qualità e il rispetto di requisiti normativi stringenti.

La piattaforma AI per accelerare la produzione

Per affrontare queste difficoltà, Scimplify ha sviluppato Scinode, una piattaforma proprietaria che utilizza l’intelligenza artificiale per coordinare le diverse fasi della produzione. Il sistema individua percorsi produttivi adatti alle esigenze dei clienti, seleziona gli stabilimenti e monitora gli aspetti legati alla qualità e alla conformità normativa.

La società impiega agenti AI specializzati in attività differenti, dalla ricerca alla produzione, fino al controllo qualità. Il lavoro parte dalle richieste del cliente e procede a ritroso per individuare le soluzioni più adatte.

Secondo il cofondatore Sachin Santhosh, in alcuni casi Scimplify è riuscita a passare dalla ricezione delle specifiche alla consegna del materiale finito in appena due mesi, contro i 12-18 mesi normalmente necessari per attività di questo tipo. I tempi, precisa la società, variano in funzione del progetto.

L’espansione negli Stati Uniti e in Giappone

Circa il 90% della produzione di Scimplify avviene attualmente in India, attraverso una rete che comprende oltre 500 impianti manifatturieri partner, coordinati da scienziati e ingegneri interni. La startup intende ampliare questa rete negli Stati Uniti e in Giappone nel corso dei prossimi dodici mesi, avvicinandosi ai clienti dei due mercati.

Negli Stati Uniti il fatturato annualizzato è salito di sei volte, passando da 10 a circa 60 milioni di dollari in un anno. Il mercato americano rappresenta ormai circa il 30% dell’attività complessiva, mentre i clienti al di fuori dell’India generano oltre la metà dei ricavi, contro meno del 5% registrato circa 18 mesi prima.

Con i nuovi capitali, la società prevede di destinare circa 7,5 milioni di dollari all’espansione americana, compreso lo sviluppo della rete produttiva locale. Altri 2 milioni saranno impiegati per potenziare Scinode.

Materiali critici, energia e difesa trainano la crescita

L’espansione si inserisce in un mercato nel quale le imprese cercano alternative alle catene di approvvigionamento concentrate in pochi Paesi. Energia, elettronica e difesa rappresentano oggi circa il 45-50% dei ricavi di Scimplify, rispetto a meno del 15% di un anno fa.

La domanda è sostenuta sia dalle esigenze dell’infrastruttura energetica ed elettronica legate alla diffusione dell’intelligenza artificiale, sia dalle necessità dell’industria della difesa in una fase segnata da conflitti internazionali.

Tra i progetti in corso figura lo sviluppo di derivati del tungsteno ottenuti da materiali di scarto, con l’obiettivo di offrire nuove fonti di approvvigionamento per una risorsa la cui disponibilità è fortemente concentrata in Cina. L’azienda lavora inoltre sui materiali contenenti terre rare, un altro segmento caratterizzato da una forte dipendenza dalle forniture cinesi.

I clienti e i progetti industriali della startup

Scimplify collabora già con aziende internazionali come TDK, produttore giapponese di componenti elettronici, BASF, gruppo chimico tedesco, e Hitachi. Le collaborazioni permettono alla startup di lavorare su esigenze produttive concrete, cercando di ridurre i tempi necessari per sviluppare e consegnare materiali speciali.

La società serve oltre 1.000 clienti e ha distribuito prodotti in più di 40 Paesi. La sua organizzazione conta circa 340 dipendenti, tra cui una settantina di scienziati, concentrati prevalentemente in India ma presenti anche negli Stati Uniti, in Giappone, Indonesia ed Emirati Arabi Uniti.

Obiettivo: 400 milioni di dollari di ricavi annualizzati

La crescita economica è accompagnata da un miglioramento della redditività. Secondo Santhosh, Scimplify ha registrato un EBITDA positivo negli ultimi due mesi e prevede di raggiungere un risultato netto positivo dopo le imposte nel mese di ottobre 2026.

Per il prossimo anno, la startup punta a portare il proprio fatturato annualizzato a 400 milioni di dollari, il doppio rispetto al livello attuale. Il piano si basa sull’espansione geografica, sullo sviluppo della piattaforma AI e sulla crescente domanda di materiali utilizzati nei comparti industriali strategici.

Fonte: TechCrunch

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