Spirit AI, i robot umanoidi Moz1 sono già in fabbrica: la svolta nel 2027

Il robot su ruote opera già in ambito industriale e l’azienda prevede per metà 2027 un possibile salto nell’intelligenza robotica

Redazione
Spirit ai moz1 operativo nelle fabbriche CATL e JD.com

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

La diffusione dei robot umanoidi Moz1 di Spirit AI sta entrando in una fase concreta sul fronte dell’automazione industriale. Secondo quanto riferito dalla società, decine di unità sono già operative sulle linee di produzione del produttore di batterie CATL e del retailer JD.com. Parallelamente, il cofondatore e chief scientist Gao Yang indica la metà del 2027 come possibile momento di svolta per il “cervello” dei robot, con capacità paragonabili, per impatto, a quelle introdotte da GPT-3 nel linguaggio naturale.

Spirit AI Moz1, i robot entrano nelle fabbriche

Il caso più dettagliato riguarda la base Zhongzhou di CATL, dove Moz viene impiegato sulla linea di produzione dei power-battery PACK. Il robot si occupa delle attività di fine linea e, in particolare, dell’inserimento dei connettori DCR.

Si tratta di una fase caratterizzata da più modelli e piccoli lotti, nella quale in precedenza veniva utilizzato lavoro manuale per la gestione di connettori ad alta tensione. Un’attività che presentava anche il rischio di formazione di archi elettrici e una qualità non sempre uniforme.

Spirit AI afferma che Moz1 utilizza un modello end-to-end vision-language-action, progettato per adattarsi alle variazioni nella posizione degli elementi e modulare la forza applicata ai cablaggi flessibili. Secondo i dati forniti dall’azienda, il tasso di successo nell’inserimento supera il 99%, con tempi di ciclo paragonabili a quelli di lavoratori esperti.

Dalla produzione all’ispezione: come lavora Moz1

Uno degli elementi centrali del sistema è la capacità di adattarsi alle condizioni reali della linea. Durante le attività sui cablaggi, il robot deve infatti gestire componenti flessibili e variazioni nella posizione degli elementi, invece di operare esclusivamente in condizioni perfettamente predefinite.

Spirit AI riferisce inoltre che, nelle esecuzioni continue su più modelli, Moz può triplicare il throughput giornaliero. Terminati i compiti principali, il robot può essere impiegato anche per attività di pattugliamento e ispezione, segnalando eventuali anomalie nei cablaggi.

È proprio l’utilizzo di dati provenienti da ambienti reali a rappresentare uno degli aspetti su cui Spirit AI punta maggiormente. L’azienda privilegia la teleoperazione nel mondo fisico e i dati raccolti attraverso sensori indossabili, coinvolgendo circa 1.000 collaboratori, rispetto a un approccio basato principalmente sulla simulazione.

Per Gao Yang il limite è ormai il software

Gao Yang, cofondatore e chief scientist di Spirit AI nonché assistant professor di robotica alla Tsinghua University, considera oggi l’intelligenza software il principale punto debole della robotica, più delle capacità fisiche dei dispositivi.

La sua attenzione non è quindi rivolta a dimostrazioni spettacolari come corsa o acrobazie, ma alla possibilità per un robot di comprendere un’istruzione formulata in linguaggio naturale e trasformarla in una sequenza ragionevole di azioni fisiche.

Secondo Gao, i prossimi uno-due anni potrebbero rappresentare una finestra importante per le applicazioni industriali. I servizi commerciali caratterizzati da compiti più semplici potrebbero arrivare circa due anni dopo, mentre l’impiego domestico resta molto più complesso.

Il “momento GPT-3” previsto per metà 2027

È in questo scenario che si inserisce la previsione più ambiziosa di Spirit AI. Gao Yang ritiene possibile assistere entro la metà del 2027 a un “GPT-3 moment” per il cervello dei robot: un passaggio nel quale i sistemi potrebbero diventare capaci di ricevere istruzioni naturali e tentare autonomamente di eseguire una sequenza coerente di azioni.

La prospettiva è diversa rispetto alla semplice programmazione di una macchina per compiti rigidamente prestabiliti. Il punto centrale sarebbe la capacità del sistema di collegare linguaggio, percezione e azione fisica, affrontando situazioni che presentano una certa variabilità.

Spirit AI segnala tuttavia che restano limiti importanti. In ambienti strutturati, come un soggiorno, l’azienda riferisce un tasso di successo di circa 90% sui compiti semplici, mentre attività che richiedono una motricità fine, come svitare il tappo di una bottiglia, continuano a mettere alla prova i modelli.

Sicurezza e sviluppo dei robot del futuro

Sul fronte della sicurezza, tra le funzioni indicate da Spirit AI figura il controllo della forza dell’intero corpo, associato a una frenata automatica di emergenza quando la forza dell’interazione supera determinate soglie.

Gao ritiene inoltre che i rischi legati a eventuali agenti autonomi fuori controllo siano, allo stato attuale, meno immediati, anche perché i modelli fisici dei robot restano ancora immaturi. Con l’aumento dell’autonomia dei foundation model, però, il tema dell’allineamento dovrebbe assumere un peso crescente.

La stessa evoluzione pone un limite evidente alla prospettiva di una diffusione domestica rapida: secondo Gao, per arrivare a robot realmente utili in casa potrebbero essere necessari almeno otto anni. Nel frattempo, la priorità resta il mondo industriale, dove Moz1 è già passato dalla sperimentazione a impieghi concreti sulle linee di produzione.

Fonte: Pandaily

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