OpenAI lancia GPT-5.6-Cyber, l’AI per la cybersecurity avanzata

Il nuovo modello è pensato per aiutare i difensori a trovare vulnerabilità, validare exploit e accelerare la sicurezza

Redazione

L’intelligenza artificiale si prepara a diventare uno strumento sempre più importante anche nella cybersecurity, mentre la possibilità che gli attaccanti utilizzino sistemi di IA per condurre operazioni informatiche a velocità e su scala inedite spinge i difensori a cercare nuove contromisure. OpenAI ha annunciato l’espansione di Daybreak, il programma dedicato ai professionisti della sicurezza, introducendo due livelli di accesso e un nuovo modello specializzato: GPT-5.6-Cyber.

Daybreak si divide in Blue e Red

Il nuovo programma prevede Daybreak Blue e Daybreak Red, pensati per esigenze differenti. Il primo offre l’accesso ai modelli general purpose di frontiera, tra cui GPT-5.6 Sol, con protezioni adattate al lavoro autorizzato nel settore della sicurezza.

Daybreak Blue viene indicato come il punto di partenza consigliato per la maggior parte dei difensori e può essere utilizzato per attività come ricerca delle vulnerabilità, revisione del codice, analisi dei malware, risposta agli incidenti e validazione delle patch.

Daybreak Red, invece, permette di utilizzare modelli addestrati specificamente per la cybersecurity e destinati alla ricerca autorizzata delle vulnerabilità, alla validazione degli exploit e ai test di sicurezza.

GPT-5.6-Cyber riduce i rifiuti nelle attività avanzate

Al centro della novità c’è GPT-5.6-Cyber, costruito sul modello GPT-5.6 Sol e addestrato per migliorare alcune attività specialistiche, tra cui la ricerca di vulnerabilità zero-day e lo sviluppo di catene di exploit.

OpenAI spiega che GPT-5.6 Sol, anche quando viene utilizzato con Daybreak Blue, continua a rifiutare alcune richieste altamente dual-use. Il nuovo modello è stato invece progettato per ridurre i rifiuti in determinati scenari cyber ad alto rischio, mantenendo l’utilizzo all’interno di attività autorizzate.

Nei test interni sull’Advanced Cybersecurity Completion Rate, GPT-5.6-Cyber ha completato il 95% delle richieste relative a scenari come sviluppo di exploit chain, bypass dell’autenticazione ed escalation dei privilegi. GPT-5.6 Sol ha raggiunto l’1,5% con le protezioni attive e il 2% tramite Daybreak Blue, mentre GPT-5.5-Cyber si è fermato al 57,3%.

Dalla ricerca degli exploit alle vulnerabilità zero-day

Le prestazioni del nuovo modello sono state valutate anche su diversi benchmark dedicati alla sicurezza informatica. Su ExploitGym2, che misura la capacità di trasformare vulnerabilità note in exploit funzionanti capaci di ottenere l’esecuzione arbitraria di codice in ambienti controllati, GPT-5.6-Cyber supera GPT-5.6 Sol e GPT-5.5-Cyber.

OpenAI ha inoltre testato il modello nella ricerca e valutazione di zero-day. In questo caso GPT-5.6-Cyber ha superato GPT-5.6 Sol utilizzato tramite Daybreak Blue, grazie al suo addestramento specializzato. Su un’altra valutazione dedicata alla scoperta delle vulnerabilità e alla stesura dei relativi report, invece, GPT-5.6-Cyber ha ottenuto risultati inferiori a GPT-5.6 Sol, anche perché in alcuni casi produce report più brevi e meno dettagliati.

Scoperte vulnerabilità in software reali

Il modello è stato utilizzato anche nella ricerca di vulnerabilità su progetti software reali. OpenAI riferisce di aver impiegato GPT-5.6-Cyber per analizzare V8, il motore JavaScript utilizzato da Chrome, individuando due vulnerabilità precedentemente sconosciute che potevano essere concatenate per corrompere la memoria e uscire dall’heap sandbox di V8.

Le vulnerabilità sono state validate dai ricercatori e segnalate a Google attraverso una procedura di divulgazione coordinata. Una di queste è stata corretta e identificata come CVE-2026-15903, una vulnerabilità ad alta gravità legata al compilatore ottimizzante di V8.

OpenAI afferma inoltre che GPT-5.6-Cyber ha contribuito a individuare almeno cinque vulnerabilità in un sistema operativo mobile, tre vulnerabilità critiche in un database e oltre 400 vulnerabilità potenzialmente utilizzabili per ottenere l’escalation dei privilegi in un kernel di sistema operativo.

L’accesso a Daybreak Blue e Daybreak Red è riservato a individui e organizzazioni approvati che svolgono attività autorizzate. OpenAI indica tra le misure adottate la verifica dell’identità, la sicurezza degli account, il monitoraggio, le restrizioni sull’utilizzo e le attestazioni legali. Per gli account individuali è inoltre previsto l’obbligo di utilizzare chiavi di sicurezza hardware a partire dal 1° settembre 2026.

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