Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Il traffico proveniente dagli strumenti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale sta diventando un fattore sempre più rilevante per Shopify. A differenza di quanto osservato nel settore dell’editoria online, dove i riassunti generati dall’AI hanno ridotto il numero di clic verso i siti web, la piattaforma di e-commerce sostiene che questa evoluzione stia producendo effetti decisamente positivi. Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, traffico e ordini attribuiti all’AI search sono triplicati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, contribuendo insieme ad altri fattori a risultati economici superiori alle aspettative del mercato.
L’AI search rafforza Shopify senza sostituire i motori di ricerca
Durante la presentazione dei risultati trimestrali, il presidente di Shopify, Harley Finkelstein, ha spiegato che l’intelligenza artificiale rappresenta un complemento alla ricerca tradizionale, non un suo sostituto. Secondo il dirigente, proprio questa combinazione sta favorendo soprattutto i piccoli commercianti che costituiscono la maggior parte della clientela della piattaforma.
L’azienda ha sottolineato come Google e gli altri motori di ricerca continuino a rappresentare una delle principali fonti di traffico verso gli store ospitati su Shopify. Anzi, le sessioni provenienti dalla ricerca tradizionale sono aumentate di circa 1,3 volte negli ultimi due anni, mantenendo all’incirca un terzo di tutte le visite ai negozi online. L’AI, quindi, non starebbe sottraendo utenti alla ricerca classica, ma aggiungendo nuove opportunità di scoperta dei prodotti.
I risultati economici superano le aspettative degli analisti
L’impatto positivo della ricerca basata sull’intelligenza artificiale si riflette anche nei conti del gruppo. Shopify ha chiuso il secondo trimestre con ricavi pari a 3,6 miliardi di dollari, in crescita del 36% rispetto all’anno precedente e oltre le previsioni degli analisti, che si fermavano a 3,4 miliardi di dollari.
Anche il profitto operativo lordo è salito del 31%, raggiungendo 1,71 miliardi di dollari, contro aspettative di circa 1,63 miliardi. La società attribuisce parte di questa performance proprio alla crescita del traffico proveniente dagli strumenti di AI search, che stanno contribuendo ad aumentare il numero di visitatori e la probabilità che questi completino un acquisto.
Perché l’intelligenza artificiale migliora la ricerca dei prodotti
Secondo Shopify, la differenza tra la ricerca tradizionale e quella gestita dagli assistenti AI risiede nella capacità di comprendere il reale intento dell’utente. Mentre un motore di ricerca classico tende a classificare i risultati in base alla popolarità e a poche parole chiave, gli agenti AI analizzano contemporaneamente numerosi elementi presenti nel catalogo della piattaforma.
L’esempio fornito dall’azienda riguarda un utente che cerca il miglior seggiolino auto capace di ospitarne tre affiancati all’interno di una berlina. In questo caso, un assistente AI non si limita alla parola chiave “seggiolino”, ma considera anche dimensioni, tipologia del veicolo, numero di posti richiesti e altre caratteristiche, individuando il prodotto realmente compatibile con le esigenze del cliente.
Questo approccio permette di offrire risultati molto più precisi e di migliorare il tasso di conversione per i commercianti presenti sulla piattaforma.
Percorsi d’acquisto più rapidi e vantaggi per i piccoli merchant
Shopify evidenzia anche come i percorsi di acquisto si stiano progressivamente accorciando. Circa la metà delle sessioni generate dall’AI porta infatti gli utenti direttamente alla pagina di descrizione di un prodotto, una quota 2,5 volte superiore rispetto a quella registrata con la ricerca tradizionale.
Un altro dato significativo riguarda la distribuzione degli acquisti: il 75% delle vendite attribuite all’AI nel secondo trimestre è avvenuto al di fuori delle 100 categorie più popolari della piattaforma. Si tratta di un elemento particolarmente importante perché valorizza quella che Shopify considera il proprio punto di forza, ovvero la vasta rete di merchant di nicchia e di piccole dimensioni.
Parallelamente, l’azienda ritiene di poter beneficiare ulteriormente della crescente diffusione degli assistenti AI grazie alla propria esperienza nei sistemi di checkout. Per questo motivo ha già sviluppato integrazioni con numerosi strumenti e agenti di intelligenza artificiale, tra cui Claude, ChatGPT, Perplexity, Manus, Replit, Vercel e piattaforme di vibe coding come Lovable, consentendo agli sviluppatori e ai commercianti di creare nuove esperienze di vendita direttamente sull’ecosistema Shopify.
Fonte: TechCrunch