Piccoli team e agenti AI: così cambieranno le aziende del futuro

Secondo Andrew Ng, piccoli team con agenti AI guideranno la trasformazione delle imprese

Redazione
Team snello al lavoro su architettura dati ai con dashboard e flussi dati

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale continua a generare grandi aspettative, ma secondo Andrew Ng la vera trasformazione non arriverà soltanto dall’evoluzione dei modelli AI. Durante la conferenza LangChain Interrupt AI Agent Conference, l’esperto ha spiegato che il futuro delle imprese sarà legato alla capacità di piccoli team altamente specializzati di utilizzare agenti intelligenti per ricostruire l’architettura dati aziendale.

Secondo Ng, il settore deve andare oltre il semplice entusiasmo per l’AI e concentrarsi sugli elementi strutturali che permetteranno alle aziende di sfruttare davvero questa tecnologia.

Team piccoli e agenti AI: il nuovo modello per le aziende

Andrew Ng ha sottolineato come le squadre composte da una decina di ingegneri, o anche meno, possano diventare il nuovo motore dell’innovazione aziendale. Questi gruppi ridotti, formati da professionisti con competenze trasversali, potranno utilizzare gli agenti AI non soltanto per scrivere codice, ma anche per supportare attività come la creazione di contenuti marketing, la definizione di prodotti e la preparazione di documentazione legale.

Il motivo di questo cambiamento è legato alla velocità con cui stanno evolvendo gli strumenti di sviluppo basati sull’intelligenza artificiale. Ng ha raccontato che, rispetto a pochi mesi prima, il suo stesso modo di lavorare con gli agenti di programmazione è cambiato rapidamente, passando dall’utilizzo principalmente di Claude Code a una combinazione di strumenti come OpenAI Codex, Gemini CLI e OpenCode.

Questa accelerazione, però, porta con sé anche nuove sfide. Quando lo sviluppo software diventa 10 o 100 volte più veloce, infatti, i limiti non si trovano più nella scrittura del codice, ma in altri settori dell’organizzazione. Gestione del prodotto, marketing, aspetti legali e conformità possono diventare i nuovi punti di rallentamento.

L’architettura dati sarà la base degli agenti AI aziendali

Per Ng, il vero elemento decisivo della prossima fase dell’intelligenza artificiale sarà la capacità delle imprese di ripensare completamente la propria architettura dei dati. Molte aziende, infatti, conservano ancora informazioni distribuite in sistemi separati, con autorizzazioni progettate per essere gestite da persone e non da agenti autonomi.

Affinché gli agenti AI possano lavorare in modo efficace, i dati dovranno diventare accessibili, organizzati e pronti per essere utilizzati dalle macchine. Secondo l’esperto, questo processo porterà a una grande fase di ristrutturazione dei sistemi informativi aziendali, perché la disponibilità di dati adeguati rappresenterà il requisito fondamentale per qualsiasi progetto basato sull’intelligenza artificiale.

Ng ha inoltre invitato le imprese a non considerare l’AI soltanto come uno strumento per ridurre i costi. I risparmi, infatti, hanno un limite, mentre la crescita generata dalla trasformazione dei processi può essere molto più ampia. Un esempio citato riguarda il settore bancario, dove l’AI può permettere procedure come l’approvazione di un prestito in pochi minuti attraverso una completa revisione del flusso operativo.

Oltre l’entusiasmo per l’AI: ripensare interi processi aziendali

Il messaggio centrale di Andrew Ng riguarda quindi la necessità di superare la fase dell’hype sull’intelligenza artificiale e concentrarsi su applicazioni concrete. Le aziende che otterranno i maggiori vantaggi non saranno quelle che si limiteranno ad aggiungere agenti AI a processi già esistenti, ma quelle capaci di riprogettare interi sistemi operativi intorno a nuovi flussi di lavoro automatizzati.

In questo scenario, la collaborazione tra persone e agenti intelligenti diventerà un elemento chiave. Piccoli team potranno gestire attività sempre più complesse grazie all’AI, mentre le imprese dovranno investire nella qualità e nella struttura delle proprie informazioni.

La prossima fase della trasformazione digitale, quindi, non dipenderà soltanto dalla disponibilità di nuovi modelli artificiali, ma dalla capacità delle organizzazioni di costruire fondamenta solide. Dati preparati per gli agenti AI, sistemi interoperabili e una gestione più flessibile delle informazioni saranno i fattori che determineranno quali aziende riusciranno a sfruttare pienamente questa nuova evoluzione tecnologica.

Fonte: Pandaily

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