Cinque città cinesi stanno cambiando la mappa globale della potenza di calcolo AI

Strategie differenti ma complementari stanno trasformando cinque città cinesi in protagoniste della potenza di calcolo mondiale

Redazione
Data center in città cinesi emergenti che guidano il calcolo ai cinese

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Cinque città cinesi poco conosciute stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella competizione mondiale per la potenza di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale. Si tratta di Shaoguan, Shantou, Zhongwei, Qingyang e Danzhou, centri che, grazie a strategie differenti, stanno contribuendo a ridefinire la geografia delle infrastrutture digitali. Dal deserto del Gobi fino alle coste del Mar Cinese Meridionale, questi territori sfruttano vantaggi geografici, energetici e normativi per attirare investimenti e sviluppare nuovi data center destinati sia al mercato interno sia a quello internazionale.

Dal deserto del Gobi a Shaoguan: modelli diversi per la potenza di calcolo

Tra le città protagoniste emerge Shaoguan, che ha sviluppato un modello orientato all’elaborazione di dati provenienti dall’estero. A gennaio è diventata l’unica area pilota autorizzata in Cina per il trattamento di dati internazionali, gestendo in particolare quelli provenienti da Hong Kong e Macao attraverso collegamenti in fibra ottica dedicati, separati dalla rete Internet pubblica.

Il nuovo corridoio dati Shenzhen-Guangzhou-Shaoguan, annunciato il 12 giugno, utilizza inoltre la tecnologia della fibra ottica hollow-core, che consente di ridurre ulteriormente la latenza del 30%. I primi risultati sono già tangibili: la società di Hong Kong Legal Data Technology ha dichiarato che, dopo l’avvio delle operazioni sperimentali a Shaoguan nel mese di maggio, i costi legati ai token per l’intelligenza artificiale sono diminuiti di circa il 20%.

Anche Zhongwei, situata nel deserto del Gobi, sfrutta caratteristiche naturali favorevoli. Il clima locale permette infatti di utilizzare il raffreddamento naturale per circa 280 giorni all’anno, migliorando l’efficienza energetica dei data center del 40% rispetto a molte città della Cina orientale. Non a caso Amazon aveva scelto proprio Zhongwei, dopo aver valutato decine di località, per realizzare il suo primo cluster di data center nel Paese. Oggi la città ospita sei grandi piattaforme cloud che servono oltre 4.000 imprese.

Strategie differenziate tra le cinque città cinesi

Ogni città segue una strategia distinta per conquistare un ruolo nella corsa globale all’AI. Shantou, ad esempio, sfrutta la propria posizione come uno dei tre principali punti di approdo cinesi dei cavi sottomarini internazionali. Da qui transita circa il 52% della larghezza di banda internazionale del Paese e la latenza verso Singapore è di appena 32,7 millisecondi, circa 15 millisecondi in meno rispetto a Shanghai.

Grazie a questa infrastruttura, la città punta soprattutto ai mercati del Sud-est asiatico attraverso un modello di esportazione dei token AI: i clienti stranieri accedono ai servizi prodotti a Shantou tramite API, impiegandoli in applicazioni che spaziano dai giocattoli intelligenti fino alle piattaforme aziendali basate sull’intelligenza artificiale.

Anche Qingyang ha intrapreso una trasformazione significativa. Storicamente legata all’estrazione di carbone e petrolio, oggi si sta convertendo in un importante polo dedicato alla potenza di calcolo, con oltre 150.000 PFlops di capacità elaborativa. Il suo modello prevede l’addestramento delle infrastrutture nella Cina occidentale e l’esecuzione dei processi di inferenza destinati ai clienti del Sud-est asiatico per conto delle principali aziende Internet.

Potenza di calcolo globale e posizionamento cinese

L’espansione di questi poli dimostra come la Cina stia distribuendo la crescita delle proprie infrastrutture digitali ben oltre le tradizionali metropoli tecnologiche. La disponibilità di spazio, energia e incentivi locali rende queste città particolarmente competitive nella costruzione di nuovi data center e nella gestione di servizi AI destinati anche ai mercati internazionali.

Questa distribuzione geografica consente inoltre di diversificare le infrastrutture, evitando un’eccessiva concentrazione delle risorse in poche aree urbane e migliorando l’efficienza complessiva della rete.

Implicazioni per l’ecosistema AI mondiale

A completare il quadro c’è Danzhou, che beneficia delle politiche della zona di libero scambio di Hainan. Qui il modello della cosiddetta digital bonded zone permette di semplificare l’esportazione dei dati per le attività non comprese nella lista negativa prevista dalla normativa locale.

Questo contesto ha già favorito un investimento da 10,2 miliardi di yuan da parte di Runze per la realizzazione di un hub internazionale dedicato ai dati, la cui entrata in funzione è prevista nel corso dell’anno.

Nel loro insieme, Shaoguan, Shantou, Zhongwei, Qingyang e Danzhou mostrano come la competizione globale per la potenza di calcolo non passi più soltanto attraverso le grandi metropoli. Grazie a infrastrutture dedicate, vantaggi naturali e politiche mirate, queste cinque città stanno costruendo un nuovo modello di sviluppo che potrebbe influenzare in modo significativo il futuro dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali su scala internazionale.

Fonte: Pandaily

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