Godzilla, il colosso della robotica al servizio della fusione nucleare

La piattaforma robotica più potente del mondo testa utensili e sensori per assemblare componenti personalizzati della fusione nucleare al centro del progetto ITER

Redazione

Un nuovo capitolo tecnologico prende forma nei laboratori e nelle officine di ITER, dove lo sviluppo di robot e strumenti dedicati all’assemblaggio della camera a plasma segna una svolta nella fusione nucleare sperimentale. Centrale nell’ambizioso progetto ITER c’è un robot industriale, unico per potenza, a cui è stato dato il nome di Godzilla, proprio per testimoniare le sue capacità.

Godzilla: il gigante al servizio della robotica

Inserito all’interno di un progetto che mira a installare circa 20.000 componenti, ognuno progettato su misura, lungo le pareti interne della camera a plasma, “Godzilla” è considerato il robot industriale più potente sul mercato: alto 4 metri con un braccio da 5 metri, ha capacità di sollevamento fino a 2,3 tonnellate. Installato nel Tokamak Assembly Preparation Building, Godzilla non sarà destinato a muovere i componenti più pesanti, ma fungerà da piattaforma di sviluppo e integrazione per strumenti e tecnologie che verranno utilizzati dai robot operativi all’interno della camera a plasma.

Tra gli strumenti già in fase di test sulla piattaforma c’è un prototipo di “tool changer”, in grado di consentire ai robot di passare rapidamente e in sicurezza da un utensile all’altro durante le sequenze di lavoro. Considerando che più di 30 tipi di utensili saranno necessari per la gestione, il fissaggio, la saldatura e l’ispezione dei componenti, questa funzionalità rappresenta un risparmio di tempo cruciale.

I robot progettati per l’assemblaggio interno della camera a plasma saranno dotati di sistemi di visione e di sensori di forza e coppia, permettendo loro di vedere e “sentire” l’ambiente circostante, garantendo precisione nei movimenti senza danneggiare il vacuum vessel o i componenti adiacenti. A partire da marzo, Godzilla inizierà a testare questi strumenti su mockup e interfacce rappresentative dell’ambiente in-vessel.

Prepararsi a una sinfonia robotica

Una volta validati sulla piattaforma Godzilla, strumenti e tecnologie verranno trasferiti ai robot dedicati all’assemblaggio interno. Tra questi ci sono l’in-vessel tower crane, già consegnato da CNIM e pronto per essere ottimizzato, e il blanket assembly transporter, un colosso da 36 tonnellate tre volte più grande di Godzilla, attualmente in fase di progettazione dettagliata da Larsen & Toubro Ltd in India.

L’organizzazione dell’assemblaggio copre più siti internazionali, dalle officine in India e Giappone alle agenzie domestiche in Europa. Spazi dedicati, mockup e strutture temporanee vengono predisposti per testare strumenti, trasportatori e sistemi di controllo.

Insomma, una vera e propria orchestrazione tra robot, strumenti e team specializzati, che rappresenta a tutti gli un passo decisivo per ITER, dove la fusione nucleare diventa realtà attraverso la coordinazione millimetrica di tecnologia e precisione umana.

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