Quando la luce diventa tatto: nasce il display che si può sentire

Dalla California arriva una nuova tecnologia che trasforma le immagini in rilievi tattili, aprendo la strada a display che si possono vedere e sentire

Redazione

Un team di ricercatori dell’Università della California a Santa Barbara ha realizzato un’innovazione che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui interagiamo con gli schermi. La nuova tecnologia consente di vedere e percepire al tatto le immagini grazie a minuscoli pixel che si espandono quando illuminati. Le animazioni non sono più solo visive: diventano esperienze tattili, aprendo prospettive per schermi di automobili, dispositivi mobili e superfici architettoniche intelligenti.

Toccare la luce: l’ingegno dei pixel optotattici

La luce che forma un’immagine può essere convertita in qualcosa che può essere percepito?“: questo si erano domandati i ricercatori dell’Università della California a Santa Barbara. Dopo più di un anno a sviluppare l’idea, ecco il prototipo semplice e funzionale: un singolo pixel eccitato da brevi lampi di luce emessi da un piccolo diodo laser, senza altri componenti elettronici. 

Ho messo il dito sul pixel e ho sentito un chiaro impulso tattile ogni volta che la luce lampeggiava“, ha ricordato il professor Yon Visell, a capo del laboratorio RE Touch. “È stato un momento speciale: il momento in cui abbiamo capito che l’idea di base poteva funzionare”.

Alla base della scoperta ci sono superfici sottili con array di pixel millimetrici, ciascuno dotato di una cavità d’aria e di un film di grafite sospeso. Quando un laser a bassa potenza colpisce il film, questo si riscalda rapidamente, scaldando l’aria interna. L’espansione dell’aria provoca un rilievo sulla superficie del pixel fino a un millimetro, percepibile con le dita e sincronizzato con la luce che forma l’immagine. Scansionando il laser su più pixel in rapida successione, è possibile creare grafica dinamica, contorni e figure in movimento, che si possono vedere e sentire contemporaneamente.

La tecnologia funziona senza cablaggi o elettronica interna, rendendo i display leggeri. Inoltre è scalabile: il team ha dimostrato dispositivi con oltre 1.500 pixel indirizzabili in modo indipendente, un numero significativamente superiore a quello dei display tattili comparabili finora segnalati.

Esperienza tattile e potenzialità applicative

Gli esperimenti condotti con i partecipanti hanno confermato la precisione della percezione tattile: gli utenti sono stati in grado di individuare pixel illuminati con precisione millimetrica, riconoscere forme in movimento e distinguere pattern complessi. I risultati dimostrano che il sistema può generare contenuti tattili ricchi e diversificati, superando di gran lunga le soluzioni precedenti.

Secondo Yon Visell, l’idea di trasformare la luce in azione meccanica ha radici storiche: già nel XIX secolo Alexander Graham Bell sperimentava con luce e aria per produrre vibrazioni percepibili. Oggi, gli stessi principi fisici vengono applicati a display digitali avanzati, capaci di fondere mondo digitale e sensoriale.

Le applicazioni immaginabili sono molteplici: touchscreen automobilistici che simulano comandi fisici, libri elettronici con illustrazioni tattili che prendono vita, superfici architettoniche per esperienze immersive di realtà mista. La tecnologia inaugura un concetto semplice ma rivoluzionario: qualsiasi cosa che si vede, si può anche sentire.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.