Tessuti sostenibili: ecco le sneakers biodegradabili

Grazie alle tecnologie green, nascono tessuti sostenibili come quelli per le sneakers biodegradabili realizzate da Blueview

Redazione
tessuti sostenibili

Il mercato dei tessuti sostenibili è in continua crescita. Con l’aumentare dell’interesse per la sostenibilità, infatti, aumentano anche le tecnologie green che ci aiutano a cambiare le nostre abitudini. Ad esempio, chi avrebbe mai pensato di indossare delle scarpe realizzate con le alghe fino a qualche anno fa? E invece c’è chi ci ha creduto e ne ha fatto un vero e proprio business.

Il mercato dei tessuti sostenibili

Diverse sono già le proposte per realizzare capi di abbigliamento con tessuti sostenibili. Qualche tempo fa, la startup italiana Orange Fiber, si è distinta non solo perché è creata da donne ma anche perché ha sviluppato e brevettato un innovativo processo produttivo per creare tessuti sostenibili partendo dagli agrumi. Un’idea vincente che ha subito accolto il consenso del mondo della moda da H&M fino a Marinella e Salvatore Ferragamo.
Nullarbor, invece, è il primo filato di rayon prodotto dalla fibre del cocco e realizzato dalla startup australiana Nanollose.

Le sneakers biodegradabili

A realizzare le scarpe biodegradabili è stato il professore di biologia molecolare dell’Università di San Diego, Stephen Mayfield, insieme ai suoi colleghi Michael Burkart e Robert Pomeroy del dipartimento di chimica e biochimica. Dopo diversi anni di ricerca e sperimentazioni ecco che le sneakers realizzate con tessuti sostenibili sono giunte sul mercato, lanciate da La Blueview, società di Mayfield.

Il progetto era nato per trasformare le alghe in carburante ma, presto, è diventato una ricerca per sviluppare schiume poliuretaniche biodegradabili ad alte prestazioni, che vengono utilizzate come suole per scarpe. Quando questo materiale è stato sviluppato, hanno deciso di realizzare una scarpa che fosse anche biodegradabile al 100%, il che richiedeva lo sviluppo di un materiale per la tomaia in maglia 3D interamente realizzato con fibre vegetali. Insomma, grazie alle tecnologie green, anche quando le scarpe avranno esaurito la loro utilità, i fondi in poliuretano, insieme alle tomaie in maglia, si biodegraderanno completamente nei contenitori per il compost, o anche nel suolo o nell’oceano, senza inquinare.

Federico Morgantini Editore