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X-nano, la startup che crea nanosoluzioni per grossi problemi

Sviluppare nuovi approcci alle nanotecnologie per il nucleare: questa è la startup X-nano, che punta già ad un futuro internazionale

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Fondata ad aprile 2022 dagli ingegneri Paolo Mutti e Fabio di Fonzo, la startup X-nano sviluppa nuovi materiali per l’idrogeno, per il nucleare di nuova generazione e per due tipi di batterie.

Una startup che punta sempre alla ricerca, e anche ai mercati, al punto da ambire a quelli internazionali nei prossimi anni, anche grazie alle sue avveniristiche idee sull’immagazzinamento dell’energia, punto chiave per la transizione energetica.

X-nano e le nanosoluzioni al problema energetico

X-nano nasce con una semplice idea di fondo: costruire un futuro in cui l’energia sia una soluzione e non un problema. Per questo puntano molto ai nuovi materiali per il nucleare e per l’energia ad uso automobilistico, ovvero l’immagazzinamento con batterie a base di ioni di litio, usate per esempio sulle auto elettriche, e quelle redox al vanadio, che permettono di immagazzinare energia per lunghi periodi.

Per saperne di più: Startup innovative: cosa sono e come crearne una

Spin-off dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit), centro di ricerca istituito a Genova nel 2003, e in particolare del laboratorio di nanotecnologie nato qualche anno dopo al Politecnico di Milano, X-nano rimane sempre ancorato alla ricerca sperimentale. Non a caso, molti prodotti rientrano nella definizione di prototipi. Per questo l’azienda punta alla loro commercializzazione, anche grazie alla sinergia creata tra Fabio di Fonzo e Paolo Mutti, amministratore delegato di X-nano nonché imprenditore.

Le soluzioni per l’energia: idrogeno turchese e grafite

X-nano lavora a tecnologie utili a produrre il cosiddetto idrogeno turchese, cioè quello ottenuto dalla decomposizione diretta del gas metano, che contiene un atomo di carbonio e quattro di idrogeno. Oltre a quello, punta anche alla produzione di elettrodi per le batterie a flusso redox vanadio, grazie alla società flow-nano.

Sviluppate dapprima nel Center for Nano Science and Technology dell’Iit, dovrebbero permettere di immagazzinare grandi quantità di energia per periodi molto lunghi.

Sul campo dell’aerospaziale, X-nano punta alla produzione di grafite pulita per le batterie agli ioni di litio. Anche se le forniture sono tutte in mano alla Cina. E davanti al problema di dover condurre uno dei processi industriali a più alta generazione di CO2, X-nano trova già la sua nanosoluzione: ridurre le emissioni a partire da un gas naturale.

Ma per tutte queste attività, e soluzioni, bisognerà puntare al mercato internazionale. E X-nano, a detta dei suoi fondatori, è già pronta, perché ha cultura ed esperienza sufficienti a pensare su scala globale.

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