Il soccorso indoor diventa più efficiente con questo innovativo sistema di droni

In aiuto dei primi soccorritori arriva questo nuovo sistema di droni, sviluppato appositamente per il soccorso indoor

Redazione

Le operazioni di ricerca e salvataggio al chiuso sono alcuni dei compiti più pericolosi che le forze dell’ordine e i primi soccorritori devono affrontare. Oggi i droni possono essere utilizzati per localizzare persone in ambienti claustrofobici, bui e limitati dal GPS come gli edifici crollati, ma si tratta di dispositivi che possono essere realizzati solo attraverso processi di produzione molto complessi e costosi. Non è però il caso di questo sistema di droni realizzato da un team di studenti della Penn State University (Stati Uniti), che grazie alla sua tecnologia offre un valido supporto ai soccorritori, senza richiedere costi di produzione esorbitanti.

Nuovi droni a basso costo per il soccorso indoor

Descritto in maniera dettagliata nell’articolo pubblicato su Aerospace Research Central, il sistema si compone di due droni. Il primo, più piccolo e maneggevole, è dotato di telecamere a infrarossi e visione notturna, mentre il secondo è equipaggiato con un potente computer e sensori in grado di generare mappe 3D dell’ambiente circostante.

I droni possono operare in diverse configurazioni a seconda delle esigenze del soccorso. In alcuni scenari, il drone più piccolo viene inviato per una ricognizione preliminare, mentre il secondo drone segue per costruire la mappa dettagliata. In altri casi, entrambi i droni operano simultaneamente, fornendo dati combinati per accelerare la risposta dei soccorritori.

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è il costo contenuto previsto per la loro realizzazione. Utilizzando componenti commerciali facilmente reperibili e software personalizzato, il team è riuscito a sviluppare un sistema che costa solo qualche migliaio di dollari, rispetto ai decine di migliaia richiesti per sviluppare dispositivi del genere negli USA.

Per riuscire in quest’impresa, però, i ricercatori hanno dovuto fare a meno di ulteriori tecnologie avanzate. “Ci siamo sforzati di raggiungere un equilibrio tra funzionalità, peso, dimensioni e prezzo“, ha detto Venkatakrishnan Iyer, dottorando in ingegneria aerospaziale e co-autore della ricerca. “Ad esempio, la telecamera utilizzata consente solo il rilevamento diretto della linea di vista. Il che significa che le forme di calore dietro una parete potrebbero non essere rilevate. Tali funzionalità richiedono sensori costosi che portano a un aumento complessivo dei costi. Quindi abbiamo dovuto determinare quali compromessi di funzionalità dovevamo fare nell’interesse di mantenere il sistema accessibile“.

Il design modulare dei droni permette inoltre di apportare modifiche rapide per adattarli a diverse necessità operative. Se richiesto, il sistema può essere aggiornato con sensori più avanzati o software specifici per missioni particolari, senza dover ricostruire interamente l’hardware.

Se questi droni venissero adottati su larga scala, potrebbero ridurre significativamente i tempi di intervento nelle operazioni di soccorso, salvando vite e minimizzando i rischi per i primi soccorritori. L’evoluzione della tecnologia potrebbe portare, in futuro, all’integrazione con altri strumenti di emergenza, creando un ecosistema completo di supporto per le missioni di ricerca e soccorso.

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