Pechino svela la prima nave cargo a torio al mondo

Dalla Cina la prima nave cargo con un reattore a torio e tecnologie avanzate: un cambio di paradigma industriale mondiale

Redazione

La Cina segna un passo storico nella navigazione e nell’energia nucleare civile con la presentazione della sua prima nave cargo alimentata da un reattore a torio. Il progetto, sviluppato dal gruppo Jiangnan Shipbuilding, promette di combinare capacità di trasporto senza precedenti con un sistema di propulsione rivoluzionario, aprendo la strada a una nuova era di trasporto marittimo sicuro e sostenibile.

Una propulsione rivoluzionaria e sicura per il trasporto commerciale

Stando a quanto riportato dal South China Morning Post, la nuova nave cargo è progettata per trasportare fino a 14.000 container standard, ma ciò che la rende unica non è solo la stazza: al cuore dell’innovazione c’è un reattore a sali fusi (TMSR) da 200 megawatt termici, comparabile ai sistemi nucleari impiegati sui sottomarini d’attacco della Marina statunitense.

Tuttavia, mentre i reattori militari muovono direttamente le eliche, la Cina ha scelto un approccio diverso e innovativo: il calore prodotto dal reattore alimenterà un generatore a ciclo Brayton basato su anidride carbonica supercritica (sCO₂), capace di produrre circa 50 megawatt elettrici con un’efficienza tra il 45 e il 50%, significativamente superiore alle tradizionali turbine a vapore.

L’impiego del torio, elemento più abbondante e meno instabile dell’uranio, introduce una nuova dimensione di sicurezza. Il reattore opera a pressione atmosferica, eliminando il rischio di esplosioni da sovrappressione, e possiede un coefficiente di temperatura negativo: se il calore aumenta, la reazione nucleare rallenta autonomamente.

In caso di emergenza, il combustibile fuso defluisce in una camera di sicurezza, solidificandosi e intrappolando i materiali radioattivi. Il reattore, contenuto in un modulo sigillato con una durata operativa di dieci anni, viene sostituito integralmente al termine del ciclo, riducendo al minimo la possibilità di errori umani. La nave è equipaggiata inoltre con un generatore diesel da 10 MW per garantire energia di emergenza.

Il torio e la strategia energetica cinese

Questo progetto va ben oltre l’innovazione navale: rappresenta un tassello strategico nella politica cinese di espansione dell’energia nucleare avanzata. Dopo il successo del reattore sperimentale a torio nel deserto del Gobi, Pechino punta a sfruttare le sue immense riserve di torio in Mongolia Interna, alimentando una nuova generazione di reattori modulari, sicuri e sostenibili.

Rispetto all’uranio, il torio riduce drasticamente la produzione di scorie a lunga vita e assicura un approvvigionamento più stabile e duraturo, diminuendo la dipendenza dai combustibili fossili. Nei mesi recenti, i ricercatori cinesi hanno compiuto un ulteriore passo avanti annunciando la conversione diretta del torio in uranio all’interno di un reattore a sali fusi, confermando la fattibilità industriale del processo e aprendo la porta a un utilizzo diffuso della tecnologia.

Con questa innovazione, la Cina non solo rafforza la propria posizione nel settore nucleare civile, ma potrebbe ridefinire gli standard globali di sicurezza e sostenibilità nel trasporto marittimo.

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