Realtà virtuale: da oggi è possibile scrivere su una tastiera che non esiste

Sara Giannaccini
realtà virtuale, tapID, Facebook

Grazie a sensori in grado di decodificare la vibrazione ossea, TapID consente di scrivere su una tastiera in realtà virtuale.


La realtà virtuale sta prendendo sempre più piede e trova ogni giorno applicazioni sempre più originali e creative, anche in virtù del fatto che i visori sono oggi di altissima qualità e la potenza di calcolo è in grado di generare ambienti coinvolgenti.

Molti sistemi di realtà virtuale utilizzano controller che vanno tenuti a mezz’aria o sistemi basati su telecamere che tracciano i movimenti degli arti e delle mani per produrre un’interazione più realistica. 

Tuttavia, gli scenari di produttività spesso richiedono interazioni prolungate per un lungo periodo di tempo, che in genere demanda un lavoro su superfici che non giovano alla postura. Per venire incontro a queste esigenze, un gruppo di ricercatori dell’ETH di Zurigo ha sviluppato TapID, come riporta il sito web Hackaday.

Che cos’è TapID: la realtà virtuale per scrivere

TapID è costituito da un braccialetto che alloggia due sensori di movimento, uno per ciascun polso. Ciò consente a TapID di rilevare i tocchi da ciascuna delle dita dell’utente singolarmente, grazie a un algoritmo di apprendimento automatico che analizza le vibrazioni attraverso il sistema scheletrico. Ciò si è dimostrato utile per gli ambienti VR , in cui l’utente può digitare su una tastiera virtuale o interagire con oggetti virtuali su una superficie, utilizzando le dita come di fatto farebbe nel mondo reale. I braccialetti TapID offrono un livello di granularità e rilevamento di movimenti lievi che attraverso i sistemi finora in circolazione non era neanche lontanamente raggiungibile. Di fatto si tratta di una fusione dei sensori con le caratteristiche dei moderni visori di realtà virtuale che includono il tracciamento dei movimenti delle mani.

Sebbene sembri riduttivo pensare di sviluppare un ambiente virtuale solo per digitare a una tastiera, occorre fare un piccolo sforzo di astrazione e comprendere come, nel lungo periodo, potrà rivelarsi utile avere un dispositivo in grado di determinare con precisione le interazioni delle singole dita.

Quello dei cinturini al polso che si integrano con l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e la realtà virtuale è un trend da tenere d’occhio negli anni a venire, che potrà trovare applicazioni interessanti e avveniristiche in diversi campi.

Federico Morgantini Editore
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