Fintech Europa: è boom di investimenti nelle startup dove finanza e tecnologia si incontrano

Con oltre 43 miliardi di euro di investimenti da gennaio a oggi, il fintech è in crescita costante, sostenuto anche dalle politiche comunitarie

Redazione
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Per le startup fintech europee si tratta di un vero e proprio boom, un rilancio forse inaspettato che ci dice che anche nel nostro continente qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta: il settore tecnologico europeo ha infatti attratto più investimenti rispetto alla totalità del 2020.

Sono i dati che riporta Dealroom e ripresi da AdnKronos e che lasciano spazio a poche interpretazioni. Le startup fintech in Europa nel 2021 hanno raccolto 43,8 miliardi di euro, e siamo solo ai primi sei mesi dell’anno. Nel 2020 queste realtà si erano fermate a 38,5 miliardi di euro. L’incremento dell’interesse verso il settore è dunque sostanziale e palpabile ancor più se si pensa che il numero di round di finanziamenti è stato invece la metà: dall’inizio dell’anno a ora 2.700 contro i 5.200 dell’anno scorso, questo fa ben sperare per la seconda parte dell’anno.

Medaglia d’oro tra le fintech europee spetta a Klarna: la società svedese si è aggiudicata più di 1,6 miliardi di dollari in due round di finanziamenti, raggiungendo la valutazione complessiva di 45,6 miliardi di dollari. Oltre a essere la fintech più grande d’Europa, è anche la seconda nel mondo. Seguono, con un po’ di distacco, Trade Republic, di matrice tedesca, con 900 milioni di dollari di finanziamento e la britannica Checkout.com, che a gennaio ha raccolto la metà di tale somma.

klarna
Credits: sito web Klarna

Tornando su Klarna, il vero unicorno fintech europeo è stato fondata 16 anni fa in Svezia e funziona come una banca online nota per il servizio “compra ora, paga dopo”. Questo permette di pagare gli acquisti effettuati tra 250mila retailer nel mondo in un massimo di tre rate. Il modello ha convinto 90 milioni di utenti in tutto il mondo che ogni giorno effettuano due milioni di transazioni.

Il commissario della Consob Paolo Ciocca ha evidenziato come il pacchetto Ue sulla finanza digitale sia il primo tentativo di regolamentazione di questo settore a livello comunitario: “La trasformazione digitale comporta l’affacciarsi sul mercato finanziario di nuovi player globali/regionali, alcuni dei quali nati come fornitori di servizi tecnologici. Si prospetta un aumento della pressione competitiva sugli operatori tradizionali, insieme a un miglioramento della capacità di valorizzazione dei dati e di rendere più semplici ed efficienti i processi. Si prospettano altresì nuove forme di raccolta di capitali e possibili diverse configurazioni del mercato. Sono convinto che questa apertura verso l’innovazione dei modelli di business andrebbe orientata a beneficio dei consumatori e della crescita reale”.

Federico Morgantini Editore
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