Digitale in Italia, Colao: obiettivi del Digital Compass raggiunti già nel 2026

Redazione
Trasformazione digitale - Digital transformation

Il ministro per l’innovazione tecnologica Vittorio Colao vuole raggiungere gli obiettivi digitali europei 5 anni prima dell’UE.


Quello dell’Italia e del gap digitale è un binomio con un passato e un presente pieno di scricchioli, ma destinato a dover subire le pressioni del contesto e dell’Europa verso un futuro virtuoso. Pena, un futuro in cui il nostro Paese fa da fanalino di coda del resto del mondo. Lo ha ribadito oggi il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao: l’Italia deve porsi “obiettivi ambiziosi” per recuperare il gap e tornare leader, come riporta Ansa.

A gennaio l’Indice annuale sull’innovazione della Commissione Europea ha definito l’Italia un “innovatore moderato” che necessita di spingere sull’acceleratore se vuole risalire la china per superare la media dell’Unione. Nello specifico, come riportava La Stampa, l’indice DESI vedeva il nostro Paese al 17° posto (sui 28 Paesi UE) in quanto a connettività, con un tasso di copertura delle famiglie italiane con reti ultra-veloci del 24%, (con una media UE del 60%).

Uno scenario su cui si incastonano i proponimenti di Colao che guardano al futuro. “Grazie al PNRR vogliamo far sì che l’Italia non solo recuperi il terreno perso, ma sia tra i paesi più vicini a realizzare la visione del Digital Compass già nel 2026“.

IL PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) è il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19, attualmente in esame al Senato.

Il focus si sposta anche sulla questione della cosiddetta operazione Rete unica sulla quale il ministro sottolinea “l’esigenza che si arrivi, nel più breve tempo possibile, a una soluzione che garantisca una rapida ripresa delle attività di cablatura e/o di copertura via radio delle zone interessate“. Perseverare in una situazione di attesa non è più sostenibile, anche perché rischia di condizionare i piani di copertura delle reti a banda ultra larga finanziati con risorse del PNRR.

Il messaggio di Colao è chiaro: “Non sono più ammessi ritardi” nella banda larga”. Ed è grazie al PNRR che si può essere più ambiziosi sui tempi: “Vogliamo cittadini, scuole, presìdi sanitari, imprese e isole minori connesse entro i prossimi 5 anni. Mi concedo una metafora sportiva – ha concluso – a metà gara vogliamo essere nel gruppo di testa della corsa all’Europa digitale, stiamo esaminando il programma di implementazione per garantire che gli interventi siano realizzati nei tempi e nei modi previsti, cercando di recuperare il ritardo accumulato“. 
    

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