fbpx

Altman, ex CEO di OpenAI, entra nella divisione dedicata all’intelligenza artificiale di Microsoft

Dopo l’allontanamento da OpenAI, l’ex CEO Sam Altman entra ufficialmente in Microsoft insieme al suo collega Greg Brockaman

Redazione
intelligenza artificiale, AI, Altman, Ericsson, avatar, GenAI

Il fine settimana di Sam Altman, ex CEO di OpenAI, è stato decisamente movimentato. Dopo la decisione dell’azienda di licenziarlo, e le relative conseguenze che questo ha portato, infatti, Microsoft ha deciso di inserire lui e altri all’interno della sua divisione dedicata all’AI che, come sappiamo dall’ultimo Ignite, sta diventando sempre più forte.

Sam Altman viene cacciato dal ruolo di CEO di OpenAI

Nella giornata di venerdì OpenAI ha annunciato con un comunicato ufficiale che Sam Altman avrebbe lasciato la carica di CEO e il consiglio di amministrazione. A subentrare al suo posto è stata Mira Murati, già Chief Technology Officer dell’azienda e che ora ricoprirà il ruolo di CEO ad interim, con effetto immediato.

Altman ha commentato la sua uscita direttamente dal suo account X “Ho adorato il tempo trascorso all’OpenAI. è stato trasformativo per me personalmente e, spero, un po’ per il mondo. Soprattutto mi è piaciuto lavorare con persone così talentuose”.

Non sono chiari i motivi che hanno portato a questo cambio di rotta ma, secondo quanto si apprende dall’azienda si tratta di “un processo di revisione da parte del consiglio, che ha concluso che egli non è stato coerentemente sincero nelle sue comunicazioni con esso, ostacolando la sua capacità di esercitare le proprie responsabilità. Il consiglio non ha più fiducia nella capacità di Altman di continuare a guidare OpenAI”. Sempre nello stesso comunicato OpenaAI ha fatto sapere che anche Greg Brockman co-fondatore della startup insieme ad Altman, si sarebbe dovuto dimettere dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione mantenendo però il suo ruolo all’interno dell’azienda con diretto riporto al nuovo CEO.

Questo però non è mai avvenuto dato che, a poche ore dalla notizia del licenziamento di Altman, in molti si sono dimessi, compreso lo stesso Greg Brockman. “Sono estremamente orgoglioso di ciò che abbiamo costruito tutti insieme da quando abbiamo iniziato nel mio appartamento 8 anni fa. Abbiamo attraversato momenti difficili e meravigliosi insieme, ottenendo così tanto nonostante tutte le ragioni per cui avrebbe dovuto essere impossibile”, ha scritto Brockman in un messaggio al team OpenAI come riportato da TechCrunch“Ma sulla base delle notizie di oggi, ho smesso. Auguro sinceramente a tutti voi solo il meglio. Continuo a credere nella missione di creare AGI sicure a beneficio di tutta l’umanità”.

L’ingresso in Microsoft

Ora, a pochissime ore dal cambio dei vertici di OpenAI, i due co-fondatori della startup, Altman e Brockman, sono stati assunti da Microsoft (che ricordiamo che detiene circa il 50% delle quote della startup madre di ChatGPT).
I due leader avranno il compito di guidare un nuovo team di ricerca sull’intelligenza artificiale avanzata. Altman ha commentato sul suo account X riprendendo il post di Stya Nadella, CEO di Microsoft che annunciava il loro ingresso, semplicemente dicendo “la missione continua“.

Infine, ad affiancarli vi saranno anche gli altri colleghi che, in seguito alle vicende del fine settimana, hanno deciso di abbandonare OpenAI.

“Rimaniamo impegnati nella nostra partnership con OpenAI e abbiamo fiducia nella roadmap dei nostri prodotti, nella nostra capacità di continuare a innovare con tutto ciò che abbiamo annunciato a Microsoft Ignite e nel continuare a supportare i nostri clienti e partner. Non vediamo l’ora di conoscere Emmett Shear e il nuovo gruppo dirigente di OAI e di lavorare con loro. E siamo estremamente entusiasti di condividere la notizia che Sam Altman e Greg Brockman, insieme ai colleghi, si uniranno a Microsoft per guidare un nuovo team di ricerca sull’intelligenza artificiale avanzata. Non vediamo l’ora di agire rapidamente per fornire loro le risorse necessarie per il loro successo”, ha dichiarato Microsoft in un comunicato ufficiale.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.