La mossa di Spotify per limitare le funzioni agli utenti del piano gratuito

Fa molto discutere l’ultima decisione di Spotify di limitare le funzionalità a chi non è ancora passato al piano Premium. Ma c’è un motivo

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
NFT

Spotify sta limitando le funzionalità per gli utenti del livello gratuito, e tutto questo nel tentativo (forse invano) di raccogliere più utenti paganti nel paese, nonostante il successo registrato nell’ultimo trimestrale.

Questi limiti non consentiranno agli utenti di riprodurre i brani in ordine manuale e non consentiranno loro di riavvolgere, scorrere o ripetere i brani.

Spotify taglia le funzionalità agli utenti base

Sin dal suo lancio, l’azienda svedese ha offerto un livello gratuito e liberale per consentire agli utenti di riprodurre i brani in qualsiasi ordine. Tuttavia, poiché il mercato è ormai maturo, sta facendo queste mosse per cambiare il livello gratuito

Al momento la mossa di Spotify si limita all’India, ma è indubbio che andrà a colpire anche gli utenti di altre nazioni. Tutto questo dipenderà dalla buona riuscita o meno di questa operazione.

Il motivo dell’India come prima “vittima” di questa mossa è semplice. Come riporta TechCrunch, l’India è uno dei primi cinque paesi in termini di utenti attivi mensili per il servizio. Tuttavia, non rientra nei mercati principali in termini di rapporto tra abbonati e utenti gratuiti, dato che la maggior parte degli utenti in India opta per il modello supportato da pubblicità.

Ricordiamo che già ci sono state avvisaglie di questo passaggio dal gratis al pagamento. Si veda la funzione Smart Shuffle, che suggerisce automaticamente i brani in base ai tuoi gusti e al brano/playlist che stai ascoltando. Lanciata per gli abbonati a marzo, ha come pregio quello di fornire suggerimenti migliori per aggiungere brani a una playlist particolare.

Sempre meno gratis, sempre più a pagamento

Per quanto sia una misura un po’ capestro, sembra che in India stia funzionando, con un aumento degli abbonati pari al 17% su base annua. Inoltre Spotify ha registrato 220 milioni di abbonati nel trimestre terminato a giugno.

E questo in un periodo in cui l’azienda ha inoltre aumentato per la prima volta i prezzi, negli Stati Uniti: da 9,99 a 10,99 dollari. Ma ormai tutti fanno così, se ci si pensa.

Oltre alla piattaforma di musica, anche app come ByteDance, Gaana e TikTok Music hanno lanciato dei servizi in abbonamento, limitando però le funzionalità del piano base. E l’India è sempre servita in tutto questo, anche se ufficialmente non è uno dei primi 10 mercati in termini di abbonamenti.

Anzi, secondo un sondaggio condotto dall’Indian Music Industry, un’organizzazione no-profit a cui aderiscono etichette musicali, il tasso di pirateria digitale in India (73%) è ben al di sopra della media globale del 30%. Forse è per questo che sta avendo successo.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.