Intelligenza artificiale e istruzione: a che punto siamo?

Nello studio del Capgemini Research Institute si è cercato di capire come l’intelligenza artificiale stia entrando nel mondo scolastico

Redazione
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Con il mondo del lavoro in continua evoluzione diventa fondamentale non solo aggiornare le competenze in corso d’opera tra i lavoratori ma anche istruire sin da subito i giovani durante i loro anni scolastici. Tema questo che, neanche a dirlo, riguarda anche il mondo dell’intelligenza artificiale. Capgemini Research Institute, nel suo studio “Future ready education: Empowering secondary school students with digital skills“, ha dunque cercato di indagare come il mondo dell’AI sta entrando entrando nel mondo dell’istruzione e come questa nuova tecnologia possa essere un aiuto per il mondo scolastico.

L’intelligenza artificiale e l’istruzione

Lo studio di Capgemini è partito dal cerare di capire come le scuole vedono l’AI. La risposta è ovviamente divisa a metà. Tra gli insegnanti, c’è un buon 48% che ha bloccato o limitato l’uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, un 19% che dichiarato che l’utilizzo di tali strumenti è consentito per casi d’uso specifici, mentre il 18% ha dichiarato che sta ancora valutando la loro applicabilità e utilità nelle aule. Per quanto riguarda il percorso di studi però, oltre la metà sostiene fondamentale riuscire ad adattare programmi di studio e valutazioni per analizzare le percentuali d’uso dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale da parte degli studenti mentre una percentuale simile (52%) ritiene che tali tool possano rappresentare un cambiamento positivo per la professione di insegnante.

Diventa però fondamentale anche riuscire a bilanciare rischi e benefici degli strumenti di AI generativa. C’è, infatti, chi ancora teme che questa tecnologia possa avere impatti negativi sull’apprendimento (78%), sulle doti di scrittura (66%) e sulla creatività degli studenti (66%). Nonostante questo, però, il mondo dell’istruzione afferma che le potenzialità superano i rischi. Tra i principali vantaggi che gli strumenti di AI potrebbero apportare, gli insegnanti evidenziano, tra gli altri, il loro utilizzo per insegnare agli studenti a interagire e a comprendere i modelli di AI (60%), per aiutarli a sviluppare il pensiero critico (56%) e per essere di supporto nel suggerire modifiche ai loro lavori (52%).

Per saperne di più: Intelligenza artificiale: cos’è e come funziona, tutto sulla AI

Vantaggi che continuano anche per il futuro degli studenti. Il 64% degli insegnanti, infatti, è convinto dell’importanza di sviluppare le competenze digitali degli studenti per migliorare la loro preparazione al mondo del lavoro e la stragrande maggioranza (82%) concorda sul fatto che rendere obbligatorio l’insegnamento delle competenze digitali rappresenterebbe un vantaggio per gli studenti.

“In linea con il nostro report del 2020 sul divario digitale, questo nuovo studio identifica gap significativi tra le scuole rurali e quelle urbane in termini di competenze digitali fondamentali per il futuro. Tecnologie come l’AI generativa stanno plasmando sempre di più il nostro mondo e stanno rendendo le competenze digitali di base ancora più importanti. Riteniamo che siano anche la chiave per colmare le lacune, in particolare grazie a percorsi di apprendimento iper-personalizzati in grado di adattarsi al ritmo di ogni studente”, ha affermato Alessandra Miata, CSR Director di Capgemini in Italia. “In Capgemini ci impegniamo a fare un uso responsabile delle nuove tecnologie per continuare a rafforzare le competenze digitali. Ci auguriamo che i risultati di questa ricerca siano una fonte di ispirazione per l’ecosistema di attori che si occupano delle stesse tematiche e contribuiscano alla costruzione di un futuro più sostenibile e inclusivo”.

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