Dai manga alla realtà: ecco il robot per riparare le ferrovie giapponesi

Direttamente dai manga, arriva il robot che aiuterà nei lavori più pesanti e pericolosi nelle ferrovie giapponesi

Redazione
robot

Un enorme robot che sembra appena uscito dai manga giapponesi, si appresta a diventare il nuovo riparatore delle ferrovie in Giappone. No, non è un film ma la realtà dove, ancora una volta, le nuove tecnologie unite alla creatività umana, lasciano senza fiato.

Il mercato dei robot in Giappone

Il Giappone è uno dei Paesi più all’avanguardia quando si tratta di robot e nuove tecnologie tanto che, secondo gli ultimi dati dellInternational Federation of Robotics (IFR), si è aggiudicato il riconoscimento come primo produttore mondiale di robot industriali, fornendo il 45% della fornitura globale.
Le esportazioni di robot industriali giapponesi hanno avuto in media un tasso di crescita annuale composto del 6% negli ultimi cinque anni“, afferma Milton Guerry, presidente della Federazione internazionale di robotica (IFR). “Allo stesso tempo, le importazioni di robot sono sempre state estremamente basse. Nel 2020 è stato importato solo il 2% delle installazioni giapponesi. Il mercato interno giapponese dei robot è il secondo più grande al mondo dopo la Cina”. Con una quota di mercato del 22%, gli Stati Uniti sono l’altro mercato principale per le esportazioni giapponesi di robotica e tecnologia di automazione.

Il nuovo umanoide

A realizzare il modello sperimentale di robot è JR West, uno dei principali operatori ferroviari giapponesi, in collaborazione con Human Machinery e Nippon Signal. L’enorme umanoide, in realtà, altro non è che un macchinario che permette di svolgere in maniera più agevole per l’uomo le attività pesanti e, in particolare, quelle relative ai cavi elettrici dell’alta tensione. A differenza di numerosi altri robot però, in questo caso non è autonomo ma verrà guidato dall’uomo stesso posizionato all’interno di una cabina di sicurezza dalla quale potrà controllare tutto tramite sensori, videocamere e un caschetto AR.

Attualmente è in fase di test ma già dall’inizio del 2024 dovrebbe entrare in funzione riducendo di un terzo la necessità di mettere a rischio l’uomo durante questi lavori.

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