Bitcoin e criptovalute: Goldman Sachs rientra in gioco. New York frena

Sara Giannaccini
Criptovalute: bitcoin tecnologia blockchain, Bitpanda

Mentre Goldman Sachs riavvia il desk dedicato a bitcoin e criptovalute, il procuratore generale di New York lancia un monito al settore.


Secondo quanto rivela Reuters, Goldman Sachs Group ha riavviato il suo trading desk dedicato alle criptovalute e, dalla prossima settimana, inizierà a trattare Future su bitcoin e non-deliverable forward.

Il team dedicato alle attività siederà nella divisione Global Markets. Il desk ha uno spiccato focus sulla digitalizzazione: rientra infatti tra le attività di Goldman nel settore delle risorse digitali. Un’area in rapida crescita che include anche progetti che coinvolgono la tecnologia blockchain e le valute digitali della banca centrale.

Come parte di questo lavoro, la banca sta anche esplorando il potenziale per un Exchange Trade Fund di bitcoin e ha emesso una richiesta di informazioni per esplorare la custodia degli asset digitali.

Non è un caso che il riavvio del trading desk arrivi proprio ora. Il 2021 si è aperto come un anno d’oro per le criptovalute e la scelta di Goldman Sachs segue l’interesse crescente delle istituzioni per i bitcoin, il cui valore è incrementato di oltre il 470% nell’ultimo anno. La più grande criptovaluta al mondo è vista dagli investitori e da alcune società come una copertura contro l’inflazione, proprio ora che i governi e le banche centrali stanno attivando gli assegni di sostentamento a seguito della pandemia.

Sebbene il prezzo abbia registrato un aumento significativo nell’ultimo anno, il bitcoin rimane una valuta altamente volatile. La valuta virtuale ha sfondato i 58.000 dollari il 21 febbraio, poi è scesa fino al 25% e ha recuperato un po’ di terreno perduto.

Una caratteristica che attrae quegli gli investitori disposti ad assumere posizioni lunghe o corte più rischiose mentre inseguono il rendimento in un contesto di tassi di interesse record.

Goldman ha istituito per la prima volta un desk dedicato alle criptovalute nel 2018, proprio mentre il prezzo del bitcoin stava scendendo dopo aver frantumato livelli record, e l’interesse degli investitori per le monete digitali si stava attenuando.

Da allora, l’infrastruttura di mercato per bitcoin e altre grandi criptovalute è maturata in modo significativo, con molte istituzioni finanziarie affermate che offrono prodotti e servizi, tra cui CME Group Inc, Intercontinental Exchange Inc e Fidelity.

Il mese scorso, il produttore di auto elettriche Tesla ha dichiarato di aver acquistato bitcoin per un valore di 1,5 miliardi di dollari mentre la Bank of New York Mellon Corp ha dichiarato di aver formato una nuova unità per aiutare i clienti a detenere e trasferire risorse digitali.

Bitcoin e criptovalute: il monito di New York

Quello che vi abbiamo appena tracciato assume quasi i contorni di un paradiso per le criptovalute. Ma non è tutto oro quello che luccica. Come riporta CNBC, il procuratore generale di New York Letitia James ha inviato un preciso monito agli investitori e ai membri del settore circa i pericoli legati alle criptovalute.

Stiamo inviando un messaggio chiaro all’intero settore: o giochi secondo le regole o ti verrai bloccato“, ha detto in un comunicato stampa.

James ha riferito che i player dell’industria delle criptovalute a New York devono essere registrati presso l’Office of the Attorney General’s Investor Protection Bureau.

Coloro che, nonostante l’obbligo di registrazione, facessero orecchie da mercante, sarebbero perseguibili a livello civile e penale. Un monito che segue la causa intentata dal procuratore generale contro Coinseed, una piattaforma di trading per la valuta digitale, accusato di aver gestito un’attività di trading di criptovalute a New York, operando come broker-dealer non registrato per più di tre anni, raccogliendo oltre 1 milione di dollari in asset degli investitori.

Lo sforzo dell’ufficio del procuratore si dipana su più fronti. La scorsa settimana, è stato raggiunto un accordo con le società di criptovalute Tether e Bitfinex sulle accuse di aver coperto 850 milioni di dollari di perdite. Entrambe le aziende hanno accettato di pagare una penale di 18,5 milioni di dollari, ma hanno negato qualsiasi illecito.

Federico Morgantini Editore
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